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Perché il cane tira al guinzaglio è un dilemma di molti proprietari. Ci sono tanti motivi che portano un cane a tirare, ma alcune accortezze potrebbero aiutarci a rendere le passeggiate meno frustranti.

Camminare legati è difficile!

Avere un cane che tira al guinzaglio può essere davvero stancante e destabilizzante per una famiglia. Da ideale momento rilassante, la passeggiata si può trasformare in un frustrante incubo in cui ci alterniamo nel dare e ricevere strattoni. Se però cerchiamo di capire quali sono le cause per cui il nostro cane tira, potremo intervenire per migliorare la qualità delle nostre passeggiate al guinzaglio. Facciamo, innanzitutto, una considerazione importante: andare in giro rimanendo fisicamente legati ad un altro è, per qualunque cane, difficile e innaturale. Inoltre, l’andatura normale di un cane è di solito più veloce rispetto al nostro modo di camminare. Per alcuni cani, quindi, imparare a camminarci vicino senza mettere in tensione il guinzaglio può essere davvero faticoso, ed è compito nostro insegnargli come fare.

Vediamo alcuni possibili motivi per cui un cane tira:

  • è troppo eccitato e non riesce a controllare le proprie emozioni e i propri movimenti durante la passeggiata;
  • è preoccupato o ha paura dell’ambiente e di chi ha intorno, cani o persone, per cui tira per allontanarsi da una situazione sgradevole;
  • non gli abbiamo mai insegnato a camminarci vicino senza strattonarci o non glielo abbiamo insegnato nella maniera corretta;
  • fa poca attività fisica, quindi sfoga durante la passeggiata al guinzaglio le energie fisiche e mentali che ha accumulato;
  • prova delle sensazioni piacevoli quando “trascina” qualcosa o qualcuno (pensiamo, ad esempio, alle razze impiegate per trainare le slitte, come gli husky).

Non esiste un’unica soluzione

Ogni cane tira al guinzaglio per uno o più motivi.

Ognuno dei quali necessita di un intervento specifico per capire come risolvere il problema. È, quindi, molto complesso, se non impossibile, dare dei suggerimenti pratici specifici senza conoscere di persona il cane. Ad esempio, alcuni consigli che possono valere nel caso di un cane che tira perché è spaventato dall’ambiente possono non essere efficaci, o addirittura controproducenti, per un cane che tira perché è troppo eccitato. Conoscere il motivo alla base del problema è la via migliore per poterlo risolvere, e ciò non si limita solo alla corretta gestione del guinzaglio.

Come faccio a farlo smettere di tirare?

Data la quantità di fattori di cui tenere conto e la complessità dell’argomento, è impossibile nella lunghezza di questo articolo spiegare gli esercizi pratici e le tecniche applicabili senza peccare di superficialità.

Tentare di farlo comporterebbe non solo una leggerezza professionale, ma anche il rischio di fornire indicazioni inefficaci o pericolose se messe in atto nel contesto sbagliato.

È possibile, però, fornire alcuni consigli generici per migliorare le passeggiate al guinzaglio con il nostro cane:

  • Quando portiamo a passeggiare un cane che tira dobbiamo avere pazienza, fondamentale per poter cominciare ad affrontare qualsiasi problema;
  • Teniamo presente che ci vorrà del tempo per insegnare al cane come camminarci di fianco senza strattonare;
  • Se quando capisce che stiamo andando in passeggiata il cane diventa esagitato, aspettiamo che si sia calmato prima di mettergli il guinzaglio o prima di uscire dalla porta. Nello stesso modo, quando siamo in giro, se si agita, aspettiamo che si tranquillizzi prima di proseguire con la passeggiata;
  • Se il nostro cane tira perché ha paura di certe persone o certi ambienti, non esponiamolo a situazioni in cui potrebbe trovarsi in difficoltà ed evitiamo di fare la passeggiata in luoghi o momenti del giorno in cui potrebbe incontrare quegli elementi che lo spaventano.
  • Non strattoniamo il nostro cane: in molti casi un cane “impara” a tirare al guinzaglio proprio perché, senza volerlo, gli abbiamo insegnato che se tira “più forte” può riuscire ad andare in una determinata direzione. Cerchiamo, invece, di tenere il guinzaglio morbido per trasmettergli la tranquillità e sicurezza imprescindibili per farlo smettere di tirare

  • Lodiamo il cane con voce calma e gentile e, eventualmente, con una carezza o con un bocconcino, ogni volta che riesce a camminarci vicino senza che il guinzaglio entri in tensione. Se il cane riesce a capire le nostre richieste e quanto sia vantaggioso e gratificante stare vicini a noi, è più probabile che imparerà a non tirare più al guinzaglio;
  • Non urliamo contro al cane e non picchiamolo mai. Questi comportamenti non risolvono il problema, ma aumentano il disagio del cane e lo portano a fargli fare ancora più fatica a starci vicino poiché potrebbe volersi allontanare da noi che stiamo gridando, rendendo la passeggiata un momento di stress invece che di piacere condiviso;
  • Garantiamo al nostro cane la giusta quantità e la giusta qualità di attività motoria e mentale. Quotidianamente deve avere il modo di sfogare le proprie energie fisiche e psicologiche in attività gratificanti e rilassanti, così da potersi controllare meglio e concentrarsi di più su di noi durante le passeggiate;
  • Insegniamo al nostro cane a guardarci per poter comunicare con lui più efficacemente anche fuori casa, dove di solito è più difficile che ci presti attenzione vista la quantità di stimoli che incontra. Se non ci degna mai di uno sguardo, è impossibile insegnargli a camminarci vicino;
  • Rivolgiamoci ad un educatore o ad un istruttore cinofilo. Poiché il problema è più complesso di quanto si possa pensare, ma estremamente importante per avere una relazione positiva con il nostro cane, non dobbiamo avere timore nel chiedere aiuto a chi lavora coi cani tutti i giorni e ha le competenze e l’esperienza per guidarci verso una corretta gestione del cane al guinzaglio.

Quali strumenti è meglio usare?

In commercio possiamo trovare un’ampia gamma di pettorine, collari e guinzagli che promettono di risolvere il problema del cane che tira al guinzaglio. In realtà, questi sono solo strumenti, che se non vengono utilizzati nella maniera appropriata all’interno di un percorso educativo rimangono dei semplici oggetti che possono o non servire a niente oppure avere effetti negativi sulla psicologia e sul corpo del cane.

Naturalmente dobbiamo sempre scegliere strumenti che siano sicuri per il cane, come le pettorine “ad H” o “ad Y”. Questi modelli di pettorina, concentrando la trazione sullo sterno, proteggono sia la zona del collo, che nei cani è molto sensibile, sia le articolazioni delle zampe anteriori. Anche se non abbiamo ancora acquisito le giuste tecniche per gestire correttamente il cane al guinzaglio, la cosa più importante è proteggere il suo corpo da dolori e fastidi.

Per quanto riguarda invece i guinzagli, è meglio utilizzare quelli a fascetta con gli anelli, solitamente lunghi tre metri ed accorciabili fino ad un metro, e realizzati in materiale morbido per proteggere le nostre mani.

Quali strumenti è meglio evitare?

Evitiamo di utilizzare guinzagli troppo corti, che per loro struttura rimangono sempre in tensione e non ci permettono di aiutare il cane a non tirare, ed evitiamo quelli ad estensione retrattili, che non consentono al cane di capire quanto si può allontanare da noi senza tirare.

Ancora più importante, non dobbiamo mai utilizzare collari che possono mettere a rischio la salute psicofisica dei cani, soprattutto nel caso in cui abbiamo un cane che tira molto. Chi pubblicizza collari a strozzo, a strangolo, a scorrimento, a catenella o guinzagli da retriver promette che, grazie alla pressione che creano attorno alla gola, il nostro cane smetterà di tirare. In realtà, l’uso di metodi e strumenti dolorosi rende meno efficace l’apprendimento dei cani [1]. Nell’utilizzare questi strumenti, invece, possiamo stare certi che faremo sempre male al nostro cane, potenzialmente provocandogli anche danni importanti alla trachea, agli occhi [2] e al cervello [3]. Non parliamo solo del dolore fisico nell’essere soffocato dal guinzaglio, ma anche di sofferenza a livello emotivo e psicologico [4].

Insegnare al nostro cane a camminarci vicino senza tirare è complesso e presuppone alcune competenze, tuttavia non è mai attraverso il dolore e la violenza che si trova la soluzione.

[1] Haverbeke A, Laporte B, Depiereux E, Giffroy J-M, Diederich C, 2008. Training methods of military dog handlers and their effects on the team’s performances. Applied Animal Behaviour Science 113(1-3), 110–122 doi:10.1016/j.applanim.2007.11.010

[2] Pauli AM, Bentley E, Diehl KA, Miller PE, 2006. Effects of the Application of Neck Pressure by a Collar or Harness on Intraocular Pressure in Dogs. Journal of the American Animal Hospital Association, 42(3): 207–211 doi:10.5326/0420207

[3] Grohmann K, Dickomeit MJ, Schmidt MJ, Kramer M, 2013. Severe brain damage after punitive training technique with a choke chain collar in a German shepherd dog. Journal of Veterinary Behavior: Clinical Applications and Research, 8(3): 180–184.

[4] Deldalle S & Gaunet F, 2014. Effects of 2 training methods on stress-related behaviors of the dog (Canis familiaris) and on the dog–owner relationship. Journal of Veterinary Behavior: Clinical Applications and Research 9(2): 58–65. doi:10.1016/j.jveb.2013.11.004

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