Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

“Perché il mio cane abbaia continuamente agli altri cani?” “Perché il mio cane abbaia alle persone o ad ogni cosa che passa?” Queste sono domande che saranno arrivate alle orecchie di molti professionisti cinofili.  Quali sono, quindi, i motivi che possono portare il nostro cane ad abbaiare sempre?

Per un cane, abbaiare è un comportamento innato e funzionale, uno strumento comunicativo versatile, utile a dialogare con il mondo. Infatti, l’intensità, il ritmo, la frequenza e il tono dell’abbaio aiutano a chiarire il messaggio che un cane vuole inviare.

Spesso l’abbaio viene frainteso e catalogato come segnale di aggressività. Alcune volte è proprio così, ma in questo articolo vedremo come abbaiare sia spesso sintomo di un disagio interiore manifestato dal cane o un comportamento rinforzato involontariamente dai proprietari stessi. 

Ovviamente il motivo dell’abbaio dipende dall’individuo e dal contesto in cui si trova: non c’è una regola che indichi che se un cane abbaia ai propri conspecifici vuol dire X, mentre se abbaia alle persone vuol dire Y. I fattori che predispongono il nostro cane ad abbaiare continuamente possono essere diversi, soggettivi e influenzati dal contesto o dalla situazione emotiva in cui si trova in quel momento. 

Di seguito alcuni motivi che potrebbero portare il nostro cane ad abbaiare insistentemente:

  • mancata o non adeguata socializzazione
  • disagio dettato dalla propria dimensione
  • rinforzo da parte del proprietario
  • auto-remunerazione e predisposizione
  • richiamo dell’attenzione  
  • richiesta di allontanamento
  • patologie comportamentali

Mancata o non adeguata socializzazione

Alcuni cani, non avendo sperimentato una buona socializzazione durante le prime fasi di vita, sono diffidenti verso gli elementi di cui non hanno fatto esperienza, ad esempio i propri conspecifici, cioè gli altri cani, le persone, altri animali o certi ambienti. La mancanza di esperienze adeguate durante le fasi sensibili dello sviluppo può portare il nostro cane a non riconoscere all’interno della propria concezione del mondo cani diversi da lui, persone con oggetti o fisionomie con cui non è mai stato in contatto, animali diversi dai cani, ambienti o contesti a cui non è stato esposto. L’abbaio potrebbe quindi essere una manifestazione di disagio, frustrazione, richiesta di allontanamento o di aiuto.

La stessa criticità si potrebbe riscontrare anche nei casi in cui il nostro cane, malgrado abbia vissuto una buona socializzazione iniziale, smetta per lunghi periodi di interagire con gli stimoli esterni, ad esempio un cane che vive in giardino e non ha mai modo di frequentare ambienti, cani o persone diverse da quelle di casa.

Disagio dettato dalla propria dimensione

Accade spesso che i cani di piccola taglia vengano etichettati come grandi abbaiatori. Va fatta una premessa che seppure banale, a volte non si considera: i cani di piccola taglia hanno una percezione del mondo molto diversa rispetto ai cani grandi. Sentirsi piccoli rispetto a ciò che li circonda spesso li porta a sentirsi vulnerabili e intimoriti, perché la percezione è quella di non avere le misure e gli strumenti per far fronte a determinati soggetti o situazioni più grandi di loro.

L’aggravante del tutto potrebbe anche derivare dal comportamento dei proprietari che, consapevoli delle esigue dimensioni del proprio cane, piuttosto che esporlo ad una corretta e graduale socializzazione con il mondo esterno, lo escludono da qualsiasi tipo di confronto per timore che possa farsi male, ad esempio prendendolo in braccio, tirandolo o sollevandolo improvvisamente per evitare un incontro o per sottrarlo da qualsiasi difficoltà possa incontrare.

Ciò porta spesso i cani di piccola taglia a non strutturare delle corrette competenze e consapevolezze che gli sarebbero necessarie per poter affrontare il mondo in serenità e autonomia.

Rinforzo da parte del proprietario

Partiamo con un esempio: una persona con un maltese sta per incontrare un’altra persona con un alano. Il proprietario del maltese decide di prenderlo in braccio o tirarlo via per “proteggerlo”. Cosa proverà il maltese se alla vista di quel cane viene sottratto dalla situazione in modo improvviso e con un’emozione di paura da parte del suo proprietario? Cosa penserà di quel binomio? Il maltese potrebbe creare nella sua mente un’associazione negativa non solo verso l’alano, ma anche nei confronti della persona che lo conduce. La situazione si ripete il giorno dopo e quello dopo ancora ed ecco che nella percezione del maltese arriva la conferma: “A quei due bisogna starci attenti”. 

Ed è qui che si crea il rinforzo e l’innesco dell’abbaio: la prima volta il proprietario ha creato un’associazione di timore e diffidenza verso il binomio, e le volte successive lo conferma ripetendo l’azione. Se il nostro modo di affrontare le difficoltà infonde timore, il nostro cane imparerà di conseguenza. Se siamo fortunati, invece, si farà una sua idea. Non dimentichiamoci inoltre dello stato emotivo: un proprietario che solleva il suo cane, lo farà probabilmente per ansia, paura o preoccupazione, e tutte queste sensazioni verranno trasmesse al cane, che le assocerà alla situazione che sta vivendo. Inoltre, dopo un po’ di volte che la situazione si ripete, il maltesino inizierà ad anticipare l’emozione di rabbia o paura verso il binomio o di frustrazione perché sa che verrà sottratto. A questo punto l’anticipazione potrebbe innescarsi alla sola vista del binomio, quindi iniziare ad abbaiare anche a molti metri di distanza.

Il rinforzo da parte del proprietario ha luogo anche quando il cane abbaia per ottenere qualcosa che per lui è una risorsa, ad esempio del cibo o un oggetto, oppure per non permettere al proprietario di interrompere un’azione, come continuare a lanciare la pallina. Se ogni volta che il nostro cane abbaia noi rispondiamo concedendo ciò che chiede, stiamo rinforzando il suo abbaio.

Tuttavia, in queste situazioni non ci si accorge subito del legame che abbiamo creato tra abbaio e richiesta del cane. Spesso è solo nel momento in cui il vocalizzo viene percepito come fastidioso che ci accorgiamo del problema, ma questo comportamento sarà ormai ben radicato nelle modalità del cane e quindi più difficile da modificare. Infatti, il cane ha imparato a pensare “Ha funzionato bene fino a ieri, perchè non continuare così?”.

Auto-remunerazione e predisposizione

Spesso i cani che passano tutto il giorno in contesti sovrastimolanti in cui però non hanno nulla da fare, come i cani che vivono in giardini che danno su zone di passaggio, non sono soddisfatti né ben riposati perché finiscono per fare le sentinelle che abbaiano ad ogni foglia che si muove. Avete presente quelle case di fianco alle quali evitate di passare perché c’è l’abbaione di turno che ogni volta vi urla addosso? Questi cani spesso non hanno cattive intenzioni, ma abbaiare diventa una delle poche attività che possono fare durante il giorno e, quando un’attività è auto-remunerativa, ovvero si rinforza da sola, estinguerla diventa complesso. Se oltre a questo ci aggiungiamo la predisposizione di razza o di personalità per i vocalizzi, come accade ad esempio nei Pinscher, la combinazione diventa deleteria.

Richiamo dell’attenzione  

Un cane può attirare l’attenzione dei propri compagni, siano essi umani o cani, in diversi modi, e uno di questi è l’abbaio. I cani possono abbaiare ad esempio per invitarci al gioco, per avvertirci di un pericolo percepito, per attivarci a fare qualcosa o per farci notare qualcosa. 

Il richiamo dell’attenzione attraverso il vocalizzo a volte viene utilizzato anche per richiamare i propri compagni di gruppo sociale per avvertirli o allarmarli, per sedare un conflitto o chiedere di essere seguito. Essendo un canale comunicativo, i messaggi inviati possono essere molteplici e solo il contesto ci aiuta a comprenderne il significato.

Avviso di allontanamento

In questo paragrafo ritroveremo alcuni aspetti già osservati in precedenza. Un gran numero di cani abbaia per tenere a distanza l’interlocutore al fine di evitare un’interazione diretta. L’avviso di allontanamento può derivare da molteplici motivazioni ed emozioni come paura, territorialità, protezione, rabbia o diffidenza. 

È importante comprendere quali siano le emozioni e le motivazioni sottostanti al comportamento di abbaio, per agire in modo corretto ed aiutare il cane a trovare una dimensione di benessere attraverso la soddisfazione delle proprie motivazioni ed un assetto emotivo positivo. In questo modo sarà più probabile riuscire a comprendere e modificare il suo comportamento per scongiurare conseguenti problematiche comportamentali. 

Patologie comportamentali

Ci sono infine casi in cui i cani abbaiano per problemi patologici, ad esempio:

  • problemi neurologici
  • ansia da separazione
  • disturbo ossessivo compulsivo
  • iperattività
  • ipersensibilità

In questi casi è bene riferirsi a rieducatori e medici veterinari esperti in comportamento per sapere come affrontare il problema. Non esiste una regola o un protocollo uguale per tutti e non è materia per chiunque. Questi casi sono delicati e un esperto è necessario. 

Come farlo smettere di abbaiare?

In generale sarebbe meglio non sgridare il nostro cane quando abbaia, serve a poco e a nulla e in più aggiunge emozioni negative ad una situazione già carica di emozione

Le motivazioni che potrebbero portare il nostro cane ad abbaiare sono molte e un articolo non è sufficiente per spiegare ogni possibile sfumatura. Ricordiamoci che i cani non sono tutti uguali: ogni soggetto è fatto a modo suo, proprio come noi esseri umani. 

Come abbiamo visto, sarebbe opportuno comprendere l’origine del comportamento per sapere da dove partire per affrontare il problema. Per farlo è consigliabile rivolgersi ad un educatore cinofilo o ad un professionista più esperto nel caso di patologie comportamentali.

Se non sai a chi rivolgerti, scrivi a Dog Generation o whatsapp al 392 3081357, saremo felici di poterti aiutare!

Dog Generation © 2024. All Rights Reserved.

Informativa Privacy