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L’attaccamento e la base sicura sono ciò che caratterizza il legame tra noi e il nostro cane. Siamo la mano gentile che lo guida nel mondo ed il porto fidato dove tornare a ripararsi.

Gli studi sull’attaccamento e la base sicura

Alla fine degli anni ‘50 lo psicologo inglese John Bowlby ha per la prima volta introdotto il concetto di attaccamento per descrivere il rapporto emotivo che si instaura tra un bambino e la propria madre (o chi se ne prende cura). 

Grazie anche agli studi condotti dalla sua collaboratrice Mary Ainsworth, sappiamo che l’attaccamento è un legame affettivo unico, diverso da qualsiasi altro tipo di rapporto che un bambino può sviluppare con altri individui. Questo legame è speciale perché la madre diventa l’unica figura che può garantire sicurezza e conforto. Il bambino sviluppa quindi il bisogno di starle vicino e manifesta disagio quando viene allontanato da lei.

Anche se all’apparenza può sembrare simile agli altri legami affettivi, ciò che lo distingue e lo caratterizza è che la madre, oltre a diventare la principale figura di attaccamento, agisce come una figura di riferimento, o “base sicura”, fornendo la sicurezza ed il conforto necessari al bambino per intraprendere altre attività, come giocare ed esplorare.

Bowlby, inspirato dagli studi degli etologi e Premi Nobel Konrad Lorenz e Nikolaas Tinbergen, fin dal principio aveva chiarito che il fenomeno dell’attaccamento non era qualcosa di esclusivamente umano, ma che sicuramente aveva delle caratteristiche condivise con gli altri mammiferi.

Secondo una prospettiva etologica ed evolutiva, infatti, il legame di attaccamento ha un valore adattativo, in quanto garantisce la difesa e la sopravvivenza dei piccoli. Non è tanto la garanzia di trovare nutrimento dalla madre a creare questo legame, quanto la relazione sociale che si instaura con lei, principalmente attraverso il contatto, la vicinanza e le cure materne.  La prima base sicura è quindi, per ogni individuo, la madre, ovvero la figura di attaccamento primaria.

Negli anni ‘60 Mary Ainsworth approfondì gli studi sull’attaccamento nei bambini elaborando un test chiamato “Strange Situation”, che è stato successivamente utilizzato anche per studiare il legame di attaccamento in specie diverse dall’uomo, tra cui gli scimpanzé, i gatti ed i cani. Il test ha lo scopo di valutare l’attaccamento di un individuo mettendolo in situazioni lievemente stressanti in presenza e in assenza della figura di attaccamento. Ipotizzando che il rapporto tra cane e proprietario sia simile al legame di attaccamento tra bambino e madre, i ricercatori adattarono il test “Strange Situation” per applicarlo ai cani [1, 2, 3]. Da allora questo test è stato ampiamente utilizzato, ed i risultati supportano l’idea che i cani creano un legame di attaccamento con il loro proprietario umano, il quale, dopo l’adozione, sostituisce la madre nel ruolo di base sicura. Una particolarità è che nei cani questo legame dura per tutta la vita, cioè oltre il periodo infantile [4], e può formarsi anche quando il cane è adulto [5]. 

Attaccamento e base sicura nel cane

Nel cane il processo di attaccamento alla madre inizia intorno al quindicesimo giorno di vita, quando comincia la “fase di transizione”. È infatti in questo periodo che il cucciolo apre gli occhi e comincia a muoversi. Ha bisogno di esplorare, conoscere il mondo e sé stesso, ma non ha ancora gli elementi necessari per farlo in autonomia e con sicurezza. La madre in questa fase diventa la sua base sicura, il filtro che collega il cucciolo al mondo, punto di partenza per le esplorazioni e porto sicuro dove tornare per trovare conforto.

In questo periodo si osserva infatti una modalità di esplorazione detta “a stella”, caratterizzata da movimenti che vanno dalla madre verso l’esterno, per poi tornare ancora da lei e trovare rifugio. È possibile osservare questo tipo di esplorazione anche successivamente, specialmente in situazioni nuove o lievemente preoccupanti per il cucciolo.

Il carattere e l’atteggiamento della madre sono un modello che il cucciolo imiterà quando affronterà il mondo da solo. Come buona base sicura la madre deve essere equilibrata e coerente: deve fornire sicurezza e comfort, ma anche incoraggiare l’esplorazione indipendente, e deve intervenire con puntualità e tempestività quando necessario.

L’assenza della madre in questa delicata fase può compromettere la capacità del cucciolo di fare esperienze, in quanto gli mancherà la sicurezza fornitagli dalla base sicura per esplorare e sperimentare.

Il proprietario come base sicura

Per molti, troppi, anni si è pensato che tra cane e uomo dovesse esserci un rapporto di tipo gerarchico, basato sulla dominanza intesa come imposizione della propria forza sull’altro.

Oggi, invece, sappiamo che il cane crea con il proprietario un rapporto che ha caratteristiche simili al legame di attaccamento tra figlio e madre. È quindi nostra responsabilità diventare una buona e coerente figura di riferimento per il nostro cane, già dal primo momento in cui lo accogliamo nella nostra casa.

Se ci assicuriamo di essere la base sicura per il nostro cane, avremo costruito delle solide fondamenta per creare con lui una corretta e soddisfacente relazione.

Ecco alcuni suggerimenti:

  • Insegniamo al cane ad avere fiducia in sé stesso incoraggiandolo al gioco e all’esplorazione;
  • Favoriamo la sua naturale tendenza a fare nuove esperienze senza forzarlo, ma accompagnandolo gradualmente;
  • Stimoliamo la sua curiosità senza dargli sempre delle soluzioni pronte, specialmente quando è capace di trovarle da sé;
  • Rispondiamo alle sue richieste, soprattutto quando si rivolge spontaneamente a noi. In questo modo imparerà che può contare su di noi nei momenti di bisogno;
  • Rassicuriamolo quando è in difficoltà, ma senza aggiungere preoccupazione o ansia;
  • Facciamo in modo che ogni momento che passiamo con lui sia accompagnato da emozioni positive. Quando torniamo a casa, dobbiamo essere felici di rivederlo proprio quanto lo è lui!
  • Siamo costanti e coerenti, quindi degni di fiducia perché prevedibili.

Il ruolo della base sicura è fatto di equilibrio tra agire e osservare, tra accogliere e allontanare. Non significa nè dominare nè controllare, ma sostenere, con l’obiettivo che il nostro cane impari a stare bene in questo mondo e sia consapevole di avere qualcuno che lo ama da cui tornare. 

[1] Topál J, Miklósi A, Csányi V, Dóka A, 1998. Attachment Behavior in Dogs (Canis familiaris): A New Application of Ainsworth’s (1969) Strange Situation Test. Journal of Comparative Psychology 112: 219–229 doi:10.1037/0735-7036.112.3.219

[2] Prato Previde E, Custance DM, Spiezio C, Sabatini F, 2003. Is the dog–human relationship an attachment bond? An observational study using Ainsworth’s strange situation. Behaviour 140: 225–254 doi:10.1163/156853903321671514 

[3] Palmer, R. & Custance, D. 2008. A counterbalanced version of Ainsworth’s strange situation procedure reveals secure-base effects in dog–human relationships. Applied Animal Behavior Science 109: 306–319. doi:10.1016/j.applanim.2007.04.002

[4] Mongillo, P., Pitteri, E., Carnier, P., Gabai, G., Adamelli, S., Marinelli, L. 2013. Does the attachment system towards owners change in aged dogs? Physiology & Behavior 120: 64–69 doi:10.1016/j.physbeh.2013.07.011

[5] Prato Previde E & Valsecchi P, 2007. Effect of abandonment on attachment behaviour of adult pet dogs. Journal of Veterinary Behavior Clinical Applications and Research 2: 87-88

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