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La prossemica studia i movimenti del corpo nello spazio. Nell’approccio tra due individui i movimenti rivestono un ruolo di scacco e, nei cani come nelle persone, influenzano la comunicazione e le interazioni sociali. Lo studio di questi movimenti nello spazio è chiamato prossemica.

Cos’è la prossemica e a cosa serve conoscerla?

Col termine “prossemica” si definisce un aspetto della comunicazione non verbale, nello specifico quella visiva, che appartiene sia al mondo umano che a quello canino. La prossemica studia i movimenti del corpo nello spazio, cioè il modo in cui gli individui regolano le proprie posizioni e distanze rispetto agli altri nell’ambiente. 

La scelta di assumere una determinata posizione nello spazio, di avvicinarsi o meno ad un altro individuo ed il modo in cui questo avviene, sono tutti elementi costitutivi della prossemica e riguardano l’interazione sia tra  cani sia tra cane e uomo.

Conoscere la prossemica nel cane ci permette di imparare come avvicinarci ed interagire con lui nella maniera più appropriata e ci fornisce uno strumento in più per scegliere quale approccio utilizzare a seconda del messaggio che vogliamo comunicare al cane con cui interagiamo. Non solo, ma ci permette anche di interpretare con più accuratezza cosa vogliono comunicare i cani tra di loro. 

Di cosa è fatta la prossemica?

Posizione nell’ambiente

La posizione che il cane assume in un ambiente può già darci indicazioni sul suo stato emotivo in quel momento. Immaginiamoci in una stanza con molte persone: c’è differenza tra un cane che sceglie di appoggiarsi ad un muro o mettersi al riparo sotto un tavolo, rispetto ad un altro che si posiziona al centro della stanza. Probabilmente il primo sarà in difficoltà nella situazione in cui si trova, mentre il secondo più tranquillo e a suo agio.

Movimento

La traiettoria, la velocità e il ritmo dei movimenti comunicano una certa intenzione. Un cane che si avvicina in modo dritto, rapido e diretto potrebbe comunicare all’altro individuo di essere sicuro di sé o volerlo minacciare, diversamente da uno che invece si avvicina a passo lento, con andatura a singhiozzo e magari creando una curva, che con tutta probabilità starà comunicando di volere un’interazione pacifica.

Posizione rispetto ad altri individui

Mettersi davanti, dietro, di fianco, di fronte o voltare le spalle sono tutte posizioni che il cane può assumere rispetto agli altri individui, comunicando ogni volta un messaggio differente. 

Porsi frontalmente ad un altro individuo solitamente rappresenta la volontà di affrontare una situazione in modo diretto. Invece, mettersi di fianco comunica supporto: “questa cosa la affrontiamo insieme, non sei solo”. Ancora, quando il nostro cane si sposta dietro di noi o un altro individuo, starà probabilmente comunicando che non desidera essere coinvolto in quella dinamica. Infine, dare le spalle di solito significa voler interrompere completamente l’interazione.

Distanza tra interlocutori

Proviamo ad immaginare ogni individuo come se fosse all’interno di una matrioska di bolle. Ogni bolla ha un suo significato ed è riservata ad una tipologia specifica di interlocutore. Partendo dall’esterno, avremo quindi: la zona pubblica, la zona sociale, la zona personale e la zona intima.

Le distanze tra interlocutori, che significato hanno?

LA ZONA INTIMA

è la zona più vicina al cane, il cui accesso è consentito solo a chi ha con lui una relazione di stretta familiarità. Possiamo definirla come la porzione di spazio  accessibile al proprietario e ai cani e alle persone che conosce intimamente. È la zona delle coccole, delle manipolazioni, del gioco fisico, dell’accudimento e del riposo condiviso.

La zona personale

concessa ai non familiari, ma con cui il cane ha confidenza. Nella zona personale possono spingersi gli amici. Qui avvengono le interazioni che prevedono un parziale contatto fisico, ad esempio annusarsi e “salutarsi”, ed è la zona riservata al gioco.

La zona sociale

dedicata agli incontri e alla comunicazione a distanza con individui ancora non conosciuti o con cui si ha poca confidenza. È lo spazio nel quale le posture assumono un ruolo molto importante perché a questa distanza gli individui intuiscono le intenzioni dell’altro, decidono se e come avvicinarsi, che tipo di interazione iniziare oppure se è il caso di allontanarsi.

La zona pubblica

tutto ciò che si trova oltre la zona sociale, ossia il resto del mondo. Questa distanza si tiene con gli estranei e implica non voler interagire.

L’ampiezza di queste aree non è predefinita né uguale per tutti i cani, bensì può variare in base all’età di ogni individuo, allo stato di salute, al contesto e ad altri fattori soggettivi. Pensiamo a come anche noi umani tolleriamo in modo diverso ed individuale la vicinanza e il contatto fisico da parte di altre persone. Ci sono individui che apprezzano quando gli si appoggia una mano sul braccio mentre gli si parla, mentre altri non lo tollerano nemmeno dalle persone più care. Probabilmente però, la maggior parte di noi non accetterebbe di buon grado un abbraccio o un bacio da parte di uno sconosciuto.

Questo ci ricorda quanto sia importante conoscere e rispettare la soggettività dei cani. Prima di interagire direttamente con un cane, dovremmo osservarlo per capire se ha la stessa volontà e piacere di farlo, ed evitare di entrare nelle zone sue più strette, soprattutto se non ci conosce. 

E noi? Come possiamo usare la prossemica con il nostro cane?

Una volta compreso il significato delle diverse componenti della prossemica, potremo utilizzarle per comunicare con il nostro cane sia quando siamo solo noi due sia in presenza di altri individui, che siano cani o persone. 

Ad esempio, se notiamo che il nostro cane ha difficoltà ad avvicinarsi ad un altro individuo, che sia un cane o una persona, potremmo aiutarlo accompagnandolo a seguire una traiettoria diversa, magari più larga, che gli consenta di prendersi il suo spazio e decidere con più calma se affrontare o meno la situazione. Se con anche questi accorgimenti il nostro cane continua a non volersi avvicinare, magari bloccandosi o tirando dalla parte opposta, è importante dare ascolto alla sua esigenza, non insistere ed allontanarsi. Interroghiamoci su quale potrebbe essere il suo stato emotivo in quel momento, cosa l’ha provocato e perché, in modo da poterlo aiutare la volta successiva.

Interporci con il corpo tra il cane ed un interlocutore è un modo per comunicargli di non preoccuparsi di quella situazione, perché la stiamo affrontando noi. O ancora, in un momento di particolare timore o agitazione, la vicinanza e il contatto fisico con il nostro cane possono rassicurarlo, comunicandogli il nostro supporto, essendo d’aiuto nell’affrontare più serenamente la difficoltà. Sarà importante mostrarci allo stesso tempo presenti per il nostro compagno ma anche rilassati e non preoccupati, solidi. Le manipolazioni potranno essere delle carezze molto lente o una semplice mano appoggiata al suo corpo. Non crediamo a chi dice che accarezzando il cane spaventato “rinforziamo la paura e la preoccupazione”, perché girarci dall’altra parte e ignorarlo significherebbe lasciarlo solo in un momento di bisogno e con tutta probabilità gli comunicheremo che “quando hai bisogno di me, io non ci sono”. Ricordiamoci l’importanza di essere una buona base sicura per il nostro cane, che lo aiuta ad essere indipendente ma con la garanzia di avere in noi un punto di riferimento in situazioni che lo preoccupano e un solido appoggio che gli permette di affrontare il mondo con serenità  (se ti sei perso l’articolo, lo trovi qui).

Anche quando siamo senza il nostro cane e ne incontriamo uno sconosciuto, l’utilizzo consapevole della prossemica è importante. Avvicinarci disegnando una curva, rimanere ad uno o due passi di distanza dal cane e osservare se lui asseconda o meno il nostro avvicinamento sono accorgimenti che possono fare la differenza sulle emozioni che il cane proverà quando ci incontra. Mettere in pratica queste strategie comunicative, unitamente ai segnali di calma (descritti in questo articolo) ci farà guadagnare mille punti con il nostro nuovo amico, che capirà che per lui non vogliamo essere una minaccia.

Sono davvero molteplici i modi in cui la prossemica può aiutarci a migliorare la comunicazione e quindi la relazione con il nostro cane e con cani estranei. Essere compreso e rispettato nella gestione del proprio spazio è gratificante per il cane e per noi questo rappresenta un tassello fondamentale per una corretta comunicazione con lui.

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