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La libertà è un concetto fondamentale per ogni essere vivente, la cui importanza è  spesso incompresa o sottovalutata dai proprietari di cani.

In questo articolo cercheremo di spiegare cos’è la libertà per il cane e come possiamo entrare in questa dimensione insieme a lui. Non sarà, quindi, un articolo che spiega come liberare il cane o quali tecniche utilizzare per farlo tornare al richiamo. Il nostro intento vuole essere più alto, ovvero cercare di farci entrare in empatia con Fido per comprendere meglio la sua percezione di libertà. 

Comprendere questi aspetti è un punto di partenza per impostare una vita serena ed appagata con i nostri amici a quattro zampe.

Cos’è la liberta’

Secondo il vocabolario la libertà è, in senso astratto e più generale, la facoltà di pensare, di operare, di scegliere in modo autonomo. Capiamo bene quanto, per i cani domestici, questo concetto sia quasi assente nella vita di tutti i giorni.

Quando due specie si avvicinano l’una all’altra fino a creare un legame coevolutivo, come quello tra cane e uomo, si influenzano inevitabilmente a vicenda. Per vivere con noi e guadagnare riparo, longevità, un gruppo familiare stabile, i nostri cani di casa sono in qualche modo “scesi a compromessi”, lasciando da parte l’animo indipendente che li vedeva liberi di muoversi nel mondo a loro piacimento.

La libertà nella routine

Nella routine quotidiana siamo noi proprietari a gestire i ritmi di vita dei nostri cani, è quindi facile comprendere come anche la loro libertà sia condizionata dalle nostre esigenze e soprattutto dalle nostre scelte. 

Un esempio? Se pensassimo ad un momento in cui il cane è privato o limitato nella libertà, molto probabilmente il primo pensiero ricadrebbe sull’uscita in passeggiata al guinzaglio. Quindi partiamo da qui. 

Per praticità e per rispettare la legge, i nostri cani vengono condotti nel mondo principalmente attraverso il guinzaglio, strumento utilissimo che garantisce sicurezza per il cane e rispetto degli spazi altrui ma che, al contempo, rischia di rendere noi gli unici a decidere quando, come, dove e per quanto tempo verranno fatte le uscite. Inoltre, il guinzaglio crea un legame diretto tra il cane e chi lo conduce, rendendosi veicolo di emozioni ed intenzioni che inevitabilmente condizionano il cane durante le passeggiate.

Se ci aggiungiamo che siamo spesso di fretta, con ben in mente quale strada percorrere, ecco svanita del tutto la libertà del cane. Quindi come possiamo rendere al cane un po’ di quella libertà ormai persa, al fine di soddisfare questo aspetto tanto importante della sua vita?

Momenti dedicati

Per dare libertà al cane non è sufficiente sganciare il guinzaglio. Quando è libero, deve essere veramente libero. Significa non richiamarlo in continuazione, non dargli comandi e soprattutto non trasmettergli ansia se si allontana “troppo”.

Ma quel “troppo” che valore ha? Da cosa dipende? Ed è “troppo” dal nostro punto di vista o dal suo? Queste sono tutte domande la cui risposta ci porta dritti al punto: la libertà per essere vissuta serenamente da entrambe le parti va costruita nel tempo attraverso la fiducia e la conoscenza reciproca.

Ogni cane è un individuo a sé stante, la percezione della distanza è soggettiva sia per noi che per lui ed è influenzata dall’ambiente in cui ci troviamo. Questo ci porta al punto due: dove liberiamo il cane? È una zona che conosce bene o un nuovo ambiente tutto da mappare?

Un nuovo ambiente richiede di essere mappato, ovvero conosciuto e perlustrato per garantire al cane una migliore conoscenza del territorio e quindi una più solida capacità di orientamento. La distanza che il cane prenderà da noi, già dalla prima volta, dipenderà da chi è lui/lei: qual’è il suo spettro motivazionale (leggi articolo motivazioni) e quanta sicurezza ha in sé stesso. Un cane timido e insicuro faticherà ad allontanarsi troppo dal proprietario, mentre un cane sicuro e con forte motivazione perlustrativa tenderà a prendere distanza.

Mappare un territorio per il cane è un’attività tanto interessante e appagante quanto dispendiosa in termini di energia! Questa informazione può esserci utile nella scelta del territorio per la passeggiata: se l’area è molto vasta, il cane (a parte alcune tipologie) non la perlustrerà tutta in una volta, ma avrà bisogno di più uscite per poter mappare la totalità  dello spazio. Per questo, man mano che frequenteremo lo stesso ambiente, un cane con forte motivazione perlustrativa è probabile che tenderà ad allontanarsi ogni volta di più da noi per spingersi a mappare le aree mancanti.

Anche la motivazione predatoria e l’istinto venatorio sono due aspetti importanti per la libertà del nostro cane. Il cane che non sa resistere al correre dietro ad un leprotto o all’inseguimento della traccia di un ungulato, rende senza dubbio la scelta del territorio di libertà un dettaglio da valutare attentamente.

Il fattore tempo è un altra prerogativa importante: la libertà non ha limiti di orario. Quando il cane è libero di seguire il suo naso, muoversi nello spazio come meglio crede e scoprire il mondo “da cane”, il concetto di tempo gli sfugge dalle zampe! Avere fretta e richiamarlo scocciati servirà a ben poco se lui sarà entrato nella dimensione di caninità che stavamo cercando.

Dunque, rendere il cane libero è possibile?

Dopo tutte queste premesse sembrerà forse difficile, se non impossibile per qualcuno, rendere ai nostri cani un po’ di quella libertà che hanno perso nella fase coevolutiva odierna.

Impossibile no, ma senza dubbio complesso. Come dicevamo prima, la libertà va costruita e non tutti i binomi sono subito in grado di gestirla.

Per vivere la libertà in armonia con il resto del mondo, i nostri cani dovrebbero non solo avere un rapporto di grande fiducia e una buona intesa con noi ma anche sapersi gestire in modo indipendente ed educato. Per molti dei cani domestici l’indipendenza è un concetto sconosciuto perché sono abituati a dipendere dal compagno umano. Spesso siamo noi a dare loro le risposte e provvedere a soddisfare ogni necessità. Gli rendiamo la vita più facile, senza dubbio, ma come possono essere liberi se non sono in grado di essere autonomi e risolvere anche un piccolo problema da soli?

Per arrivare ad una libertà consapevole, è necessario prima curare aspetti fondamentali della crescita del nostro cane e della relazione con lui:

  • Sviluppare nel cane un buon grado di autonomia e sicurezza in sé stesso.
  • Costruire una relazione solida con il nostro cane rappresentando per lui una base sicura (leggi l’articolo sulla base sicura nel cane), qualcuno dal quale tornare e non dal quale non ci si può assolutamente allontanare.
  • Imparare una libertà più controllata, che gradualmente possa evolversi, iniziando per esempio con una lunghina oppure in aree cintate e sicure o ancora, se abbiamo un cane attratto dal selvatico, partire da aree dove sia poco o per nulla presente.
  • Insegnare e mantenere un buon richiamo (leggi l’articolo sul richiamo).
  • Conoscere il territorio e scegliere aree idonee in modo che il nostro cane sia tutelato ma che allo stesso tempo che non arrechi disturbo alla fauna locale, importantissima da preservare!
  • In relazione al punto precedente, è fondamentale avere rispetto per gli altri quindi umani e cani che passeggiano nella stessa zona. Conoscere a fondo il nostro cane e il suo modo di relazionarsi nella socialità, ci permetterà di valutare se sarà possibile o meno liberarlo in quel luogo, con quei cani e quelle persone.

Concludendo

Il viaggio verso la libertà è sicuramente lungo e impegnativo, costantemente in divenire. Potremmo pensare alla meta finale come un’immagine di noi e il nostro cane, entrambi liberi di muoverci nel mondo, ma ognuno con i propri tempi e priorità. 

Alla fine, dopo aver costruito una solida relazione, avendo un sano rapporto di fiducia l’uno nell’altro, non sarà così impensabile l’idea di camminare fianco a fianco anche se saremo a qualche centinaio di metri di distanza.

Comprendere il concetto di libertà per il cane e la sua importanza è il primo passo per essere proprietari più consapevoli. Il nostro consiglio come sempre è quello di rivolgersi ad un educatore o istruttore cinofilo che possa guidarvi verso la scoperta di questo meraviglioso mondo.

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