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Essere incompresi da coloro che amiamo è la condizione peggiore per vivere e affrontare ogni giorno gli impegni della vita. L’incomprensione pesa come una montagna e traccia solchi profondi sull’anima. (Romano Battaglia, giornalista e scrittore)

Quante volte ci siamo sentiti incompresi nella nostra vita? E quante volte ci siamo sentiti in colpa e “sbagliati” per non aver compreso qualcuno amato? Proviamo a coniugare in ambito cinofilo queste domande. 

Quante volte il nostro cane ha scambiato il nostro dirgli “piano” con “tira più forte che puoi”? Quante volte l’abbiamo guardato chiedendoci il senso del suo abbaio isterico? Quante volte ci siamo domandati cosa ci stesse chiedendo il nostro migliore amico mentre ci fissava da dieci minuti ininterrottamente?

Allo stesso tempo, quanta gioia abbiamo provato quando il nostro cane ha compreso la richiesta che gli abbiamo fatto? E quanto ci siamo sentiti “fighi” quando, interpretando quello stesso sguardo fisso, abbiamo capito quale fosse la necessità del nostro cane?

La corretta comunicazione è la vera e propria chiave di volta nella costruzione delle relazioni, senza la quale sarebbe pressoché impossibile stabilire un rapporto sano con qualsiasi individuo.

Che cos’è la comunicazione?

Per comunicazione si intende il “rendere partecipe qualcuno di un contenuto mentale o spirituale, di uno stato d’animo, in un rapporto spesso privilegiato e interattivo” [1]. Affinché la comunicazione abbia un senso compiuto e sia efficace, abbiamo bisogno di un mittente, che attraverso un canale comunicativo invia un messaggio, e di un ricevente, che deve essere in grado di capire ed interpretare correttamente il contenuto del messaggio ricevuto.

Spesso, per inviare lo stesso messaggio, utilizziamo più canali comunicativi, al fine di essere più efficaci: per esempio, per salutare una persona, diciamo “Ciao”, facciamo un bel sorriso e muoviamo la mano in segno di saluto. Questo processo viene definito ridondanza comunicativa. 

La comunicazione degli esseri umani ha tre componenti fondamentali: 

  • VERBALE: è il significato delle parole che usiamo in un dialogo o in uno scritto. Serve a spiegare il messaggio che si vuole comunicare e può variare al modificarsi del contesto sociale in cui la utilizziamo.
  • PARAVERBALE: è rappresentata dal tono, dal timbro, dal volume, dalla velocità e dall’intonazione delle nostre parole. È funzionale a rendere più efficace il significato delle parole stesse. Spesso abbiamo meno consapevolezza della comunicazione paraverbale rispetto a quella prettamente verbale.
  • NON VERBALE: è costituita da tutto ciò che trasmettiamo attraverso il nostro corpo, la gestualità, le posture e la prossemica.

Nonostante sia stato messo in discussione, resta sempre interessante il modello creato da Albert Mehrabian, psicologo statunitense che, nel 1971, teorizzò un modello sull’efficacia comunicativa nell’espressione di sentimenti e atteggiamenti, in cui evidenziò come l’interpretazione corretta di un messaggio di tal genere sia dedotta al 55% dalla componente non verbale, dal 38% dagli aspetti paraverbali, mentre solo il 7% viene compreso dall’ascolto del vero e proprio significato delle parole [2].

Ovviamente i nostri cani comunicano in maniera molto differente da noi, utilizzando strumenti comunicativi che possono essere molto difficili da interpretare per le persone. Andiamo insieme ad analizzare i diversi canali comunicativi che essi utilizzano tra loro e con noi.

Posture e prossemica nei cani

L’utilizzo delle posture è uno dei canali che più spesso viene utilizzato dai cani per comunicare; attraverso la posizione del corpo, della testa, delle orecchie e della coda, l’orripilazione del pelo, inviano messaggi fondamentali per la gestione del comparto sociale.

Molto della comunicazione canina passa anche attraverso la posizione del corpo rispetto ad un altro individuo, quindi attraverso la prossemica. Possiamo ricavare molte informazioni andando ad osservare come il nostro cane si sposta nell’ambiente e in relazione agli altri individui.

Moltissimi segnali calmanti, che i nostri cani utilizzano per interrompere, pacificare o smorzare i toni di una determinata interazione, sfruttano proprio le posture e la prossemica.

Espressioni facciali

I cani non comunicano solo attraverso prossemica e posture, ma utilizzano anche un buon repertorio di mimiche facciali. La corretta interpretazione della posizione e del movimento di orecchie, bocca e occhi diventa quindi fondamentale per poter comprendere il messaggio e lo stato d’animo del nostro cane.

Vocalizzazioni

Un altro aspetto comunicativo importante è quello delle vocalizzazioni. Servono ovviamente per la comunicazione a distanza, ma sono anche fondamentali per la ridondanza comunicativa, che migliora la comprensione del ricevente proprio perché lo stesso messaggio viene inviato tramite più canali. Le vocalizzazioni possono esprimere diversi significati: dalla gioia alla disperazione, dall’invitare al gioco all’avvertire di un intruso o pericolo. Alcuni segnali vocali utilizzati dai cani sono:

  • Abbai 
  • Latrati 
  • Uggiolii 
  • Ululati
  • Ringhi

È attraverso la modulazione dell’intensità, della tonalità e della frequenza che i vocalizzi assumono significati differenti tra di loro.

Comunicazione tattile

Attraverso il senso del tatto, i nostri cani possono percepire la consistenza ed il calore di oggetti e individui, ma non solo. Ad esempio, nelle attività ludiche tra cani si può osservare benissimo come essi utilizzino spalle, cosce e zampe per ingaggiare e mantenere vivo il gioco.

Comunicazione chimico-olfattiva

È la forma comunicativa più complessa da interpretare per noi esseri umani. Che i cani abbiano un olfatto molto più sviluppato del nostro è cosa nota, ciò che non sempre invece è risaputo è la presenza dell’organo vomeronasale, deputato principalmente alla ricezione dei feromoni. Grazie all’olfatto e al paraolfatto, ovvero il senso deputato alla percezione dei feromoni, i nostri cani possono individuare l’età, il sesso, lo stato di salute o lo stato d’animo di un determinato soggetto ed un’altra vastissima mole di informazioni.

Inoltre, possono sapere se un altro individuo è presente in quel preciso momento nell’ambiente, se è passato di lì e da quanto tempo.

La comunicazione nella relazione 

Dopo aver compreso quanto ampia e variegata sia la competenza comunicativa nei nostri cani, viene spontaneo capire quanto sia importante imparare ad essere più efficaci nel comunicare con loro e nell’interpretare il loro comportamento. Questo può essere fatto attraverso lo studio e l’osservazione della comunicazione canina, stage, seminari e webinar dedicati, l’aiuto di un educatore o di un istruttore cinofilo, e l’esperienza diretta che si può maturare in contesti quali, ad esempio, le passeggiate sociali o le classi di socializzazione®.

La mancanza di una corretta comunicazione tra uomo e cane è una delle prime cause di difficoltà educative e può portare ad una vita di incomprensione e frustrazione sia in noi che nei nostri amici a quattro zampe. Il classico esempio è quello del cane che non torna al richiamo verbale del proprietario se lasciato libero perché non conosce il comando, mentre con una corretta comunicazione, composta da movimenti e posture, riesce a ben interpretare le richieste umane.

Quando la grande incomprensione, dovuta da una scorretta comunicazione uomo-cane, esiste in contesti in cui, nei cani o nelle famiglie, sono presenti delle fragilità emotive, il disagio dato dal non sentirsi compresi può portare a veri e propri disturbi comportamentali. 

D’altro canto, invece, quando riusciamo a capire il significato dei messaggi che il nostro cane ci invia e rispondiamo correttamente, creiamo un ponte che ci permette di entrare in una relazione profonda e completa con lui.

Questo importante legame è la base che permette di prevenire o risolvere la maggior parte delle difficoltà che a volte la convivenza coi cani può portare.

Come rendere più efficace la nostra comunicazione

Ovviamente, non abbiamo la presunzione di poter spiegare un argomento così complesso e pratico come la comunicazione tra uomo e cane in poche righe, però vogliamo lasciarvi con cinque piccoli consigli che possono aiutarvi nel diventare dei migliori “maestri di galateo” canino.

  • Più manteniamo la calma, più calma otterremo. Se volessimo aiutare il nostro cane a tranquillizzarsi quando si agita, potremmo utilizzare una voce tranquilla e rassicurante, muoverci lentamente permettendo al cane di prevedere i nostri spostamenti. Se il contatto è bene accetto potremmo accarezzarlo lungo il petto e la schiena con movimenti rilassati e lenti, a mano aperta.
  • Curiamo la nostra postura. Evitiamo di “andare sopra” al cane con il nostro corpo in situazioni in cui deve essere manipolato, ad esempio durante la vestizione della pettorina. Privilegiamo invece posture più “rispettose” della prossemica canina, ad esempio chinandoci sulle gambe e rimanendo laterali rispetto al cane.
  • Nell’incontro con un cane sconosciuto o nella gestione di un cane timoroso, evitiamo di guardarlo negli occhi con uno sguardo fisso, preferiamo posizioni non frontali e lasciamogli la libertà di scegliere se interagire con noi o meno senza allungare le mani per accarezzarlo.
  • I nostri cani sono molto bravi ad interpretare il nostro linguaggio non verbale e paraverbale, prestiamo attenzione a come muoviamo il nostro corpo e al tono delle parole con cui comunichiamo.
  • Non mettiamo le mani sulla testa di un cane che non ha grande confidenza con noi. Questo perché, oltre ad essere per molti cani qualcosa di estremamente fastidioso, possiamo rischiare di innescare una reazione avversativa nei nostri confronti.

Consiglio!

Ricordiamoci che istruttori ed educatori cinofili dedicano gran parte della loro ricerca professionale proprio alla comunicazione tra uomo e cane! Non esitiamo a contattare uno di questi professionisti anche solo per facilitare e migliorare la comunicazione col nostro cane e renderci dei proprietari più consapevoli e liberi da problemi educativi o comportamentali.

[1] https://www.treccani.it/vocabolario/comunicazione/

[2] Mehrabian, A. (1971). Silent messages. Wadsworth.

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