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Il giardino può essere un parco giochi cosi come una prigione. È ancora opinione diffusa che avere un giardino sia sufficiente o a volte indispensabile per garantire al proprio cane il benessere di cui ha bisogno.

Tra le persone è ancora diffusa l’opinione che avere uno spazio verde a disposizione per il cane sia sufficiente per garantirgli il benessere di cui ha bisogno. Spesso si sentono frasi come “Non posso avere un cane, non ho un giardino” oppure “Il mio cane non ha bisogno delle passeggiate, sporca in giardino!”. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, non c’è nulla di più sbagliato.

Perché il giardino può essere una prigione?

Partiamo dal concetto di motivazione. Le motivazioni sono “desideri” che spingono un animale a cercare uno stimolo per mettere in atto un determinato comportamento. I cani sono animali sociali con una vasta gamma di motivazioni, le quali devono essere necessariamente soddisfatte affinché l’animale possa vivere in serenità.

Alcuni esempi sono la motivazione perlustrativa, ovvero il desiderio di esplorare nuovi ambienti, la motivazione sociale, ovvero il desiderio di interagire con uno o più individui, e la motivazione collaborativa, vale a dire il desiderio di svolgere un’attività insieme ad uno o più individui. L’elenco potrebbe proseguire a lungo, ma possiamo già fermarci e chiederci: come può un cane soddisfare questi desideri se è costretto a vivere in un ambiente che è sempre lo stesso e non varia mai? Non potrà farlo!

Vivendo in giardino un cane ha poche possibilità di perlustrare: anche se lo spazio è molto ampio, nel giro di poco non ci sarà più niente di nuovo da scoprire. Inoltre, gli incontri con altri cani e con le persone, soprattutto se avvengono attraverso le sbarre di un recinto o solo quando arriva la ciotola di cibo, senza la possibilità di interagire o partecipare ad un’attività, saranno troppo pochi e non adeguati a soddisfare le loro motivazioni.

Se al cane viene negata la possibilità di compiere certi comportamenti andrà incontro a frustrazione e stress. Nei casi più gravi questa deprivazione può portare a manifestare comportamenti problematici o anomali come le stereotipie [1][2]. Ciò ha delle conseguenze importanti sul benessere psicologico del cane, poiché può causare grave sofferenza e depressione.

la vita SOLO in giardino: SOLITUDINE, FRUSTRAZIONE E NOIA

La solitudine è una situazione di grave sofferenza psicologica che affligge i cani costretti a vivere sempre da soli in giardino. Come abbiamo visto, i cani sono animali sociali che hanno il bisogno ed il desiderio di interagire con i propri simili e con gli umani. All’interno di un contesto sociale, i cani comunicano, giocano, mettono alla prova le proprie competenze relazionali, apprendono le regole per interagire con gli altri e imparano a gestire i conflitti. Un cane che vive in giardino non può relazionarsi in maniera appropriata con altri cani o con le persone.

Quando l’interazione con altri individui è ostacolata da una separazione fisica, come il recinto di un giardino, è facile che nei cani che stanno “al di qua” si inneschi il desiderio di difendere il territorio, ringhiando ed abbaiando nel tentativo di allontanare chi si sta passando. Inoltre, un cane o una persona a passeggio “al di là” della recinzione potrebbe destare preoccupazione, oppure stimolare la voglia di interagire. Il risultato è che il cane che sta in giardino rischia di entrare in uno stato di frustrazione derivato da questi incontri emotivamente destabilizzanti e non soddisfacenti i propri desideri d’interazione.

Un altro rischio che corriamo nel lasciare il cane sempre solo in giardino è che si annoi terribilmente. Un cane che soffre la noia deve cercare qualcosa da fare: abbaiare continuamente, scavare buche, sradicare piante, masticare recinzioni; comportamenti dai noi umani giudicati come “danni” o “dispetti”, mentre per il cane sono modi per combattere ore o giorni (mesi? anni?) di inattività. 

Il giardino può diventare un parco giochi

Il giardino non deve essere uno spazio di confinamento, ma una zona della nostra casa dove passare del tempo ed interagire col il nostro cane. Fare delle attività insieme ci permetterà di costruire nuove opportunità per migliorare il nostro rapporto.

Sfruttiamo il giardino per divertirci con il nostro cane in giochi difficili da fare in casa, come il riporto, nascondino o inseguirsi, oppure per condividere piccoli momenti di gioia, come sdraiarsi insieme al sole o condividere la merenda. È vero, il giardino è comodo quando il nostro cane deve “farla” in orari improbabili, ma il suo utilizzo non dovrebbe limitarsi a gabinetto.

Ricordiamoci quindi alcune regole per rendere il giardino un luogo positivo per il nostro cane:

  • non costringiamolo a viverci sempre da solo, interagendo con lui solo quando gli portiamo i pasti e senza mai portarlo a passeggiare e a relazionarsi con altri individui;
  • non lasciamolo da solo in giardino se non per tempi brevi e, quando necessario, assicuriamoci che per lui non sia troppo difficile gestire in solitudine gli stimoli esterni;
  • anche se la comodità del giardino è innegabile per farlo sporcare, è indispensabile portarlo a passeggiare quotidianamente per soddisfare i suoi bisogni perlustrativi e sociali;
  • usiamo il giardino per giocare con il nostro cane, allenarci nelle attività di educazione o addestramento o semplicemente per passare il tempo insieme.

Teniamo presente che queste sono regole generali: ci sono cani che amano trascorrere molto tempo da soli all’aperto, e non gradiscono una costante compagnia. L’importante è che i bisogni e i desideri del nostro cane siano soddisfatti, così, quando si troverà da solo in giardino, sarà sereno e tranquillo, invece che soffrire la solitudine e la noia.

[1] Kobelt AJ, Hemsworth PH, Barnett JL, Coleman GJ, Butler KL, 2007. The behaviour of Labrador retrievers in suburban backyards: The relationships between the backyard environment and dog behaviour. Applied Animal Behaviour Science, 106(1-3), 70–84 doi:10.1016/j.applanim.2006.07.006

[2] Kobelt AJ, Hemsworth PH, Barnett JL, Coleman GJ, 2003. A survey of dog ownership in suburban Australia—conditions and behaviour problems. Applied Animal Behaviour Science, 82(2), 137–148 doi:10.1016/s0168-1591(03)00062-5

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