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I segnali calmanti sono comportamenti che fanno parte della comunicazione non verbale dei cani. Dopo aver letto questo articolo non potranno più sfuggirti!

Cosa sono i segnali di calma e come funzionano?

I segnali di calma sono una serie di comportamenti che fanno parte della comunicazione non verbale dei cani. Si tratta di movimenti e posture che i cani esibiscono durante l’interazione con altri individui per evitare incomprensioni e possibili aggressioni.

Infatti i cani tendono ad emettere segnali calmanti in seguito ad un’interazione aggressiva. Inoltre, è stato osservato che questi segnali hanno un’effettiva capacità di ridurre la possibilità di subire un’aggressione da parte di un altro cane proprio perché esercitano un effetto calmante [1].

Perché i cani emettono segnali calmanti?

_ smorzare l’aggressività di un altro individuo

_ interrompere un’interazione non gradita

_ mitigare la tensione 

_ chiarire di avere intenzioni pacifiche

_ manifestare uno stato di stress per sottrarsi a situazioni spiacevoli.

Non solo i cani usano questi segnali per comunicare ad un altro individuo di avere delle buone intenzioni, ma lo fanno anche per calmare sé stessi quando si trovano in situazioni di disagio o fastidio.

Chi li ha osservati?

Cinquant’anni fa i ricercatori notarono che i lupi, quando interagiscono tra loro, esibiscono specifici comportamenti per interrompere l’aggressione da parte di altri lupi. Questi comportamenti vennero quindi chiamati “Cut off signals” [2], ovvero “segnali di interruzione”.

Negli anni Ottanta l’addestratrice cinofila Turid Rugaas osservò che anche i cani hanno le medesime capacità dei lupi nell’evitare conflitti, ed usano segnali simili per interrompere un’interazione aggressiva [3]. 

Questi segnali, nel mondo cinofilo, non vengono chiamati “segnali di interruzione”, perché nel cane, oltre che per interrompere una potenziale aggressione, vengono usati più spesso per prevenire l’accadere di un’interazione non gradita. Oltre a “segnali calmanti” o “calming signals”, sono anche chiamati “segnali di pacificazione”, “segnali di stress” o “segnali di calma”, ma sappiate che si tratta sempre dello stesso gruppo di comportamenti.

Perché ci interessano i segnali di calma?

Mentre per i cani quello dei segnali calmanti è un linguaggio universale, per noi esseri umani è più difficile vederli, percepirli, contestualizzarli e comprendereli, soprattutto perché spesso la comunicazione canina sfugge alle nostre capacità e alle nostre conoscenze. Alcuni segnali sono così impercettibili che senza una sufficiente esperienza è difficile coglierli.

Eppure i segnali calmanti nell’interazione uomo-cane sono molto importanti. Infatti i cani manifestano questi segnali anche quando interagiscono con le persone, per comunicare di essere a disagio, di voler interrompere un’interazione sgradevole o per chiedere di essere meno aggressivi nei loro confronti.

I segnali calmanti ci aiutano a comprendere lo stato d’animo dei nostri cani in determinate circostanze e se il nostro approccio nei loro confronti li mette a proprio agio. Ci aiutano anche a capire come si sentono nelle situazioni in cui altri individui, cani o persone, interagiscono con loro.

Quanti e quali sono i segnali di calma?

Ad oggi se ne conoscono una trentina. Ecco i principali e più conosciuti segnali calmanti utilizzati dai nostri cani.

Sbadigliare. È tra i segnali di calma esibiti con più frequenza, nonché il primo ad essere osservato già nei cuccioli appena nati. Ha funzione di calmare l’altro individuo ed è anche auto-calmante. Poiché aiuta nel rilassamento, è normale che i cani sbadiglino dopo il risveglio. Se invece il cane sbadiglia quando viene abbracciato o sgridato, è probabile che si senta stressato.

Socchiudere gli occhi. Abbassare le palpebre senza fissare rende lo sguardo meno ostile. Il cane socchiude gli occhi per guardare qualcuno direttamente ma senza comunicare un’intenzione minacciosa.

Girare la testa. Il cane sposta velocemente la testa da un lato all’altro, oppure mantiene la testa girata di lato per qualche secondo. Si può osservare quando un altro cane gli si avvicina troppo velocemente e in modo diretto o quando viene sgridato. Serve per dire “Sono a disagio, cambia modo!”.

Guardare altrove. Distogliere lo sguardo per un momento serve ad evitare di fissare. È un gesto simile a girare la testa.

Voltarsi di lato o di spalle. È un segnale calmante molto evidente ed inequivocabile. Serve ad un cane per chiedere calma ad un altro individuo, ad esempio per placare le situazioni di gioco che si fanno troppo vivaci o se si sente minacciato.

Posizione di gioco. Questa posizione si chiama “inchino” e si osserva quando il cane si abbassa sulle zampe anteriori. In una situazione giocosa il cane “fa l’inchino” davanti ad un altro cane saltellando da un lato all’altro. Se invece è fermo in posizione significa che è un po’ incerto o che l’altro cane è diffidente.

Muoversi lentamente. ll cane rallenta la sua andatura nel tentativo di calmare un cane che si sta avvicinando o se si trova in una situazione di confusione che lo mette in difficoltà.

Immobilizzarsi. Quando un cane si sente a disagio per l’approccio di un altro cane, che magari si avvicina troppo e comincia ad annusarlo, si immobilizza. Si osserva spesso nei cani di taglia piccola quando ad approcciarsi a loro è un cane più grande. Inoltre, si immobilizzano se una persona si avvicina per accarezzarli e queste attenzioni non sono di loro gradimento.

Sedersi. Il cane può sedersi di spalle o frontale rispetto ad un altro cane per escludere tutti i segnali associati alla minaccia e alla sfida. Viene manifestato anche quando un soggetto si sente particolarmente a disagio, come una sorta di chiusura alle interazioni.

Mettersi a terra. Mettersi a terra, pancia contro il terreno, è un segnale di calma usato dai cuccioli quando il gioco si fa troppo intenso e dagli adulti per tranquillizzare un cane insicuro o per chiedere agli altri cani intorno a lui di calmarsi.

Leccarsi il naso. Un rapido movimento della lingua sul naso, a volte difficile da percepire, è frequente nell’approccio tra due cani, ma si può notare anche quando il cane è costretto in un’interazione poco gradita con una persona.

Curvare. Un cane di solito non si dirige spedito in linea retta in direzione di un altro cane, comportamento che potrebbe essere interpretato come una minaccia, ma lo approccia descrivendo una curva.

Mettersi in mezzo. Passare o fermarsi fisicamente tra due cani o due persone è un segnale per smorzare la tensione ed evitare conflitti tra i due individui che “vanno divisi”.

Altri segnali di calma sono: sedersi, annusare per terra, agitare la coda, grattarsi, scrollarsi e alzare la zampa anteriore. 

Ricordiamo che alcuni dei comportamenti che rientrano nel gruppo dei segnali calmanti possono assumere significati differenti quando esibiti in situazioni non legate all’interazione ed al conflitto. È importante quindi conoscere il contesto in cui li osserviamo per interpretare correttamente lo stato d’animo dei nostri cani.

I segnali di calma sono comportamenti innati

I segnali calmanti fanno parte di quei comportamenti definiti “innati”. Ciò significa che tutti i cani sin dalla nascita, al momento di manifestarli, lo faranno senza che gli sia necessario apprendere da altri individui come fare. 

Nonostante questo, hanno bisogno di essere sperimentati e utilizzati per potersi mantenere nel tempo ed essere usati adeguatamente nella comunicazione. Le interazioni con gli altri cani, che hanno capacità e sfumature comunicative differenti tra loro, permettono di consolidare le competenze sia di emissione che di comprensione dei segnali di calma. In questo modo il cane migliorerà sempre di più la sua comunicazione e capacità di evitare i conflitti.

Provateci a casa

Cerchiamo di notare quando il nostro cane esibisce segnali di calma mentre interagiamo con lui. Può capitare, ad esempio, che quando lo sgridiamo alzando la voce, il cane giri la testa, si lecchi il naso o sbadigli. Purtroppo, spesso non comprendiamo il reale messaggio trasmesso, che viene interpretato come “Me ne frego di quello che dici”, facendoci arrabbiare ancora di più perché pensiamo che non ci voglia ascoltare. Invece, quando il cane distoglie lo sguardo, si lecca il naso o gira la testa sta cercando di essere chiaro nel suo messaggio: “Ho capito che sei arrabbiato e sono a disagio, non voglio litigare con te”. 

Molti cani emettono segnali di calma quando vengono approcciati da persone sconosciute. Poiché, per natura, noi siamo più alti dei cani che incontriamo, piegandoci su di loro per accarezzarli li mettiamo in una situazione che per loro potrebbe essere opprimente, e non è raro vederli, ad esempio, immobilizzarsi, girare la testa o voltarsi di lato. A molti cani non piace essere abbracciati e strapazzati, e quando sono costretti in queste situazioni spesso sbadigliano o si leccano il naso. 

Anche noi possiamo imitare i segnali di calma per comunicare con i cani. Ad esempio, se ci troviamo di fronte ad un cane agitato o pauroso, possiamo manifestare di avere buone intenzioni evitando di fissarlo, avvicinandoci descrivendo una curva e muovendoci lentamente o possiamo accucciarci flettendo le gambe in modo da assumere una postura più accogliente.

Ora che abbiamo qualche strumento in più per poter osservare e comprendere meglio il nostro cane, ci accorgeremo di piccoli segnali che non abbiamo mai notato prima. La cosa bella sarà che anche il nostro cane si accorgerà che abbiamo iniziato a notare e comprendere questi segnali comunicativi e a comportarci di conseguenza perché sappiamo cosa significano. Per lui sarà molto appagante perché si sentirà compreso e anche la nostra relazione diventerà più profonda, perché non esiste una vera relazione se non c’è prima di tutto comprensione.

[1] Mariti C, Falaschi C, Zilocchi M, Fatjó J, Sighieri C, Ogi A, Gazzano, A, 2017. Analysis of the intraspecific visual communication in the domestic dog (Canis familiaris): A pilot study on the case of calming signals. Journal of Veterinary Behavior 18: 49–55 doi:10.1016/j.jveb.2016.12.009 

[2] Fox MW, 1969. The anatomy of aggression and its ritualization in Canidae: a developmental and 308 comparative study. Behaviour 35: 242-58.

[3] Rugaas T, 2005. L’intesa con il cane: I segnali calmanti. Haqihana, Cormano (MI).

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