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“Come cane e gatto”: la frase più sentita e ripetuta quando si parla di bisticci o antipatie. Ma è davvero così oppure cane e gatto possono convivere? Cosa possiamo fare per facilitare la convivenza?

Ci sono due aspetti da tenere in considerazione quando si parla di inserimento di un cane o di un gatto in famiglia. Il primo riguarda chi è l’animale già residente e chi viene invece inserito, il secondo è se si accettano a vicenda o se si innesca un meccanismo conflittuale.

Partendo dal presupposto che tutto dipenderà da diversi fattori, primo fra tutti la soggettività del cane e del gatto in questione, cerchiamo di capire come gestire al meglio l’ambiente, l’inserimento e la convivenza tra questi due animali e quali aspetti dobbiamo prendere in considerazione.

Punto di partenza: la socializzazione

La socializzazione è un argomento ricorrente, ne abbiamo parlato qui, ed è molto importante quando si parla di inserimento e convivenza tra cane e gatto, in quanto determina se i due riconoscono o meno l’altro come specie “amica”.

Nei primi due/tre mesi della loro vita, cane e gatto sperimentano il mondo e scoprono ogni giorno qualcosa di nuovo: le esperienze che fanno in questo periodo andranno a determinare chi saranno in futuro e cosa per loro sarà definibile come familiare.

Il punto critico sulla socializzazione con le altre specie, che si definisce “socializzazione interspecifica”, è che non è sufficiente che il cane conosca un singolo esponente di una specie, in questo caso specifico il gatto, perché poi li riconosca tutti come familiari. Servirà fare più esperienze positive con diversi individui di questa stessa specie per poter generalizzare la rappresentazione di “gatto”.

Un cane che vede per la prima volta un gatto o che ha familiarità con un solo esemplare specifico, sarà con tutta probabilità molto curioso nell’approcciarsi ad un nuovo individuo, diventando molto insistente ed eccitato per via della novità. Tutti questi elementi confluiranno in una difficoltà di autocontrollo da parte del cane e di preoccupazione per il gatto che si sentirà vessato e messo alle strette. Al contrario per alcuni cani più insicuri il gatto potrebbe rappresentare una minaccia in quanto animale del tutto sconosciuto e manifestare quindi atteggiamenti tipici dell’allontanamento come per esempio l’abbaiare (presente anche nella rappresentazione dello scenario precedente), che rischierebbe di spaventare il gatto.

Secondo punto: come vivono gli spazi

Cane e gatto sono entrambi mammiferi, uno appartiene alla famiglia dei canidi, l’altro a quella dei felidi. Sono due specie differenti, non solo per aspetto estetico ma anche per fisiologia ed etologia, da qui ne consegue che osservano e vivono il mondo con occhi del tutto differenti.

Un po’ come l’uomo, il cane, nostro fedele compagno di coevoluzione [1]  vive ed esplora il mondo in modo orizzontale, bidimensionale. Il gatto, invece, esplora il mondo in tre dimensioni facendo delle altezze il suo punto di forza e di fuga, quando necessario. Potremmo dire che i confini del gatto siano un po’ più ampi di quelli del cane e questo, nel momento in cui i due (o più) dovranno convivere, potrà tornarci utile.

Il punto di vista del gatto

I gatti sono animali molto curiosi e attenti, non si fanno sfuggire nemmeno un dettaglio né un microscopico cambiamento nell’arredamento o nelle abitudini di casa. Che sia il residente o colui che viene inserito, per il gatto tutto sarà una novità e probabilmente all’inizio non ne sarà felice. Tutto ciò che è nuovo, almeno inizialmente, li infastidisce parecchio. Pensate quando la novità è un grande, grosso, peloso (e puzzolente) cane.

La casa in cui vivono uno o più gatti dovrebbe essere già una casa “verticalizzata”, nella quale amache, passerelle e mensole arredano l’ambiente e consentono ai felini di posizionarsi su superfici sopraelevate. Oltre ai ripiani verticali, i gatti amano e ricercano angoli nascosti e tutto ciò che ricorda una calda tana in cui riposare indisturbati. Nel caso in cui il gatto sia il nuovo arrivato, la casa andrà allestita in questo modo e, possibilmente, andrà fatto prima che il gatto arrivi per dare al cane la possibilità di familiarizzare con i cambiamenti ambientali.

I gatti hanno bisogno di sentirsi al sicuro: ciò eviterà che tentino la fuga o che si sentano in dovere di difendersi, creando spiacevoli conseguenze per gli equilibri di casa. L’utilizzo di superfici sopraelevate sarà di immenso aiuto, insieme ad una divisione degli spazi domestici in modo da creare una sorta di “stanza del gatto”: nicchie esclusive, inaccessibili per il cane, nelle quali il gatto possa rifugiarsi, riposare, mangiare, bere e sporcare totalmente indisturbato. Sarà il gatto stesso a valutare se e quando uscire ad esplorare gli altri ambienti della casa e con tutta probabilità, almeno all’inizio, lo farà nei momenti in cui c’è tranquillità, per esempio la notte, quando tutti dormono.

Inoltre, prendiamo in considerazione la possibilità che il gatto, specialmente se parliamo di un adulto che non ha mai avuto esperienze con i cani o altri animali, potrebbe non accettare mai la presenza del cane e quindi utilizzare sempre spazi differenti da lui. Questo sarà più semplice da gestire quanto più saranno ampi gli spazi: tutti gli animali della famiglia dovranno sentirsi a casa senza la percezione che ciò venga costantemente messo in discussione dall’altro.

Il punto di vista del cane

Con il cane ci sono da prendere in considerazione alcuni aspetti: età, intensità dell’istinto predatorio, socializzazione con i gatti.

Un cane adulto che non ha mai vissuto con i gatti, e che parte a rincorrere per prendere tutto ciò che è piccolo e si muove velocemente, potrebbe essere molto complicato da inserire in una casa con dei gatti. Non impossibile forse, ma sicuramente complicato e rischioso: ciò andrà assolutamente preso in considerazione, così come la possibilità che si possa non arrivare mai ad una convivenza pacifica e senza limitazioni.

Al di là dei casi limite, che richiedono valutazioni specifiche da parte di un professionista, in generale i cani si dividono in due grandi categorie: cani “pacifici”, che non insistono per una continua interazione con con il gatto e mantengono uno stato di eccitazione medio-basso, e cani particolarmente eccitabili, prosociali, che vogliono a tutti i costi andare ad annusare, leccare, ispezionare il gatto per capire chi è. Con i primi solitamente l’inserimento è abbastanza sereno, il gatto si prende i suoi spazi e il cane li comprende e glieli concede: potrebbero non dormire mai insieme ma convivere pacificamente per tutta la vita.

Nel secondo caso e, in generale, quando il cane è particolarmente incuriosito dal gatto, sarà importante creare delle separazioni che garantiscano al gatto di poter fuggire dal cane stalker e ritrovare la pace. Questo vale sia quando il gatto vive già in casa sia quando viene inserito.

L’arrivo a casa

All’arrivo in casa, il gatto sarà probabilmente in un trasportino chiuso: entriamo in casa possibilmente senza farci “assalire” dal cane ed evitando che esplori insistentemente il gatto, il quale sarà ancora disorientato e magari spaventato. Posizioniamo il trasportino in una stanza della casa che sarà poi la “base” del gatto, dove ci saranno cibo, lettiera e zone di riposo, possibilmente chiudendo la porta o comunque dividendo le stanze. Una volta in sicurezza all’interno potremo aprire il trasportino in modo che il gatto scelga, quando se la sentirà, di uscire ed iniziare ad esplorare l’ambiente.

Quello che possiamo fare è mettere alcuni oggetti utilizzati dal gatto, come il trasportino vuoto (una volta che il gatto avrà deciso di uscirne) o delle coperte, nelle zone in cui sta il cane in modo che possa esplorarle e farsi un’idea del nuovo arrivato anche senza incontrarlo subito. Per il primo incontro, nel caso in cui foste in dubbio sul comportamento del cane, potete pensare di utilizzare un guinzaglio in modo da poter inizialmente controllare il suo raggio d’azione. 

Quando è il cane ad essere inserito, il consiglio è di fare diverse prove prima di portarlo definitivamente a casa, soprattutto se si tratta di un cane adulto, e di usare un guinzaglio per garantire la sicurezza di entrambi gli animali.

Sia quando si inserisce il cane sia quando si inserisce il gatto in casa, è importantissimo non avere fretta che diventino “amici”, ma osservare come si comportano e lasciare loro il tempo di fare un passo alla volta.

Gestione degli spazi

Come abbiamo visto, è importante creare delle divisioni negli spazi in casa e fuori casa. Andrà posta attenzione sugli spazi esterni: laddove il gatto sia il nuovo inserito, valutiamo bene se dargli già accesso al giardino perché probabilmente non sentirà ancora la nuova abitazione come “casa sua” e potrebbe volersi allontanare a causa della presenza del cane. Quando il gatto è il residente e decide di isolarsi in giardino, facciamo in modo che il cane non graviti vicino agli ingressi, per consentire al felino di riavvicinarsi a casa ed entrare indisturbato, qualora lo volesse.

All’interno di casa ci sono una serie di strumenti che possono essere utili a favorire il benessere di entrambi in modo che condividano piacevolmente gli spazi domestici e le loro risorse:

Il cancelletto

Va benissimo il cancelletto per bambini, che si posiziona tra gli stipiti di una porta e consente quindi di dividere gli spazi. È importantissimo che i gatti abbiano un loro spazio in cui avere la certezza di non essere disturbati dal cane mentre riposano e che egli non vada a rubargli cibo o a rovistare nelle loro lettiere. Il cancelletto può essere posizionato per dividere diverse zone della casa, per esempio zona notte e zona giorno, o semplicemente per impedire al cane l’accesso ad una stanza. Va sempre ricordato che il cancelletto limita gli accessi al cane ma non impedisce al gatto di saltarlo o passarci in mezzo qualora lo volesse.

Spazi rialzati

La maggior parte dei gatti ama stare in alto, riposare in alto e controllare il proprio ambiente dall’alto, in sicurezza. A maggior ragione se il gatto convive con un cane e ancora di più se il cane (o il gatto stesso) è appena arrivato. Sarà quindi utile fornire al gatto degli spazi rialzati dai quali poter analizzare la situazione senza essere disturbato. Potete predisporre mensole o cubotti appesi alla parete e strutture tiragraffi. Tutti questi strumenti potranno aiutare il gatto ad analizzare attentamente il nuovo ospite da lontano, valutare se e quando avvicinarsi e avere dei rifugi dove il cane non lo potrà raggiungere e sentirsi al sicuro. È molto importante predisporre spazi adeguati dove il gatto si senta tranquillo perchè, se non sarete voi a farlo, lui stesso troverà armadi, ripiani della cucina, cassetti o altri luoghi dove nascondersi, ma senza il vostro consenso.

Diffusori di feromoni

Servono specialmente per aiutare i gatti nel sentirsi al sicuro durante un cambiamento. Solitamente sono dei diffusori da parete, da inserire nelle prese di corrente, che producono segnali olfattivi chimici tipici della specie, in questo caso il gatto, comunicando messaggi di “benessere e serenità”. Prima dell’utilizzo e per trovare il prodotto più indicato alla situazione, chiedete al vostro medico veterinario.

Quindi cane e gatto, si può?

In questo articolo abbiamo parlato della casa in maniera piuttosto generica, chiaramente gli spazi a disposizione sono molto rilevanti e possono essere un aiuto oppure una complicazione. 

Prima di inserire un nuovo componente nella famiglia è bene prendere in considerazione che la nostra casa potrebbe subire per lunghi periodi alcuni cambiamenti nell’arredamento, che le abitudini solite cambieranno e che sia il cane sia il gatto potrebbero manifestare atteggiamenti dovuti al disagio (marcature urinarie fuori dalla lettiera, distruttività, …) per la presenza dell’altro o alla frustrazione nel non poterci interagire ogni volta che vogliono.

Quindi cane e gatto si può? Certo! Ma andrà valutata attentamente la situazione e se sarete convinti di introdurre il nuovo membro in famiglia, ricordatevi che non dovrete avere fretta, l’inserimento dovrà essere graduale, rispettando i tempi di entrambi, perché forzare la conoscenza potrà solo fare danni e peggiorare la situazione.

Se doveste avere dubbi o difficoltà nell’affrontare questo passo importante della vostra vita, non esitate a chiedere aiuto ad un professionista (educatore cinofilo e/o consulente della relazione felina) che possa accompagnarvi in questo percorso e darvi indicazioni utili e calzate sulla vostra situazione specifica.

Bibliografia:

[1] Nagasawa M., 2015. Oxytocin-gaze positive loop and the coevolution of human-dog bonds. Science, Vol. 348, Issue 6232, pp. 333-336

Letture consigliate:

Marchesini R., 2017. L’identità del gatto – La forza della convivialità. Safarà Editore 

Marchesini R., 2018. Cane e gatto – due stili a confronto. Safarà Editore

Bradshaw J. W. S., 1996 . Il comportamento del gatto. Calderini Edagricole Edizioni

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