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Cosa sappiamo della dominanza nei cani? Sappiamo che il concetto di dominanza, nella cinofilia, è spesso usato a sproposito. Ciò ha inevitabilmente delle ricadute sul modo in cui interpretiamo il comportamento dei cani e, di conseguenza, come interagiamo con loro. Cerchiamo di fare chiarezza.

PARTE 1

Cos’è la dominanza?

La dominanza si definisce come caratteristica di una relazione sociale tra due individui, in cui un individuo, il dominante, risulta sempre il vincitore di ripetute dispute, mentre l’altro, il sottomesso, si arrende o desiste [1].

Questa definizione già ci permette di fare un’osservazione: la dominanza non è un tratto della personalità di un individuo, ma nasce dall’interazione con un altro. Non è quindi possibile affermare “Il mio cane è dominante” in termini assoluti, in quanto bisognerebbe osservare come si comporta all’interno di gruppi sociali stabili nel tempo ed in relazione ad ogni singolo altro cane.

Inoltre, in una relazione tra dominante e sottomesso, non è necessario che abbiano luogo interazioni violente: la ritualizzazione della comunicazione permette a due individui di imparare se possono o meno accedere ad una risorsa, ad esempio del cibo, senza la necessità che nasca uno scontro fisico. Ciò permette agli animali di risolvere ‘pacificamente’ le dispute, senza il bisogno di lottare fisicamente e senza il rischio di ferirsi.

Cani e dominanza_4

Anche in questo caso, quindi, non possiamo affermare che un cane che aggredisce un altro cane, soprattutto se non si sono mai visti prima, è per forza ‘dominante’. La manifestazione di aggressività può dipendere dalla personalità del cane, dal suo stato emotivo e dalla sua esperienza. 

Anzi, spesso è proprio l’espressione di comportamenti di sottomissione che favorisce rapporti di tipo affiliativo, senza che vengano esibiti comportamenti aggressivi da parte dell’altro individuo. Questo tipo di rapporto, in cui gli individui manifestano comportamenti ritualizzati relativi al proprio status, viene definito dominanza formale

Questo tipo di interazione è osservabile ad esempio nei branchi di lupi, animali strettamente imparentati con i cani.

I branchi di lupi

I primi studi sul comportamento sociale dei lupi sono stati effettuati su branchi in cattività. Le osservazioni condotte dai ricercatori avevano portato alla conclusione che le relazioni sociali tra i lupi dello stesso branco fossero basate su interazioni aggressive e continue lotte per conquistarsi il posto di ‘alfa’, vale a dire il gradino più alto della scala gerarchica [2].

Tuttavia, queste conclusioni non rispecchiano la realtà della vita dei lupi che invece vivono allo stato libero, in natura. Infatti, mentre i branchi in cattività sono composti da lupi non imparentati che provengono da varie zone e costretti a vivere insieme, in natura i branchi di lupi non sono altro che una famiglia, che consiste di una coppia riproduttiva (i genitori) ed i figli di varie età [3], un po’ come le nostre famiglie umane. All’interno di questa famiglia, la dominanza è strettamente legata all’età: i genitori sono gli ‘alfa’ e i figli sono sottomessi ai genitori. Poiché circa verso i 2 anni di età di solito i figli si disperdono, ossia lasciano la famiglia in cui sono nati per occupare un nuovo territorio, è raro che avvengano degli scontri fisici per ottenere il ruolo di ‘alfa’.

Lupi e dominanza_1

I figli manifestano il loro status di subordinati ai genitori tramite le tipiche posture di “sottomissione attiva” (corpo abbassato, coda tra le gambe, orecchie indietro, leccare il muso dell’altro) o “sottomissione passiva” (mettersi a pancia all’aria mostrando l’addome).

Il modello gerarchico competitivo, secondo il quale esiste un individuo dominante, o capobranco, che con la forza, la violenza e il controllo sottomette tutti gli altri, non è quindi applicabile ai lupi.

I branchi di cani

Il cane domestico che oggi conosciamo è discendente dal lupo eurasiatico, una specie sociale che vive in gruppi familiari territoriali. La domesticazione del cane ha avuto luogo almeno 15.000 anni fa [4], facendo sì che il cane fosse la prima specie animale ad essere addomesticata dall’uomo. 

Per molto tempo gli studiosi si sono chiesti quali siano stati gli effetti della domesticazione sulle abilità sociali dei cani e sulla loro capacità di creare delle relazioni intraspecifiche. Essendo i cani strettamente legati all’uomo, si potrebbe ipotizzare che i rapporti sociali con gli esseri umani siano più importanti di quelli instaurati con gli altri cani. Infatti, a lungo si è pensato che i cani non fossero in grado creare rapporti stabili nel tempo con i propri conspecifici [5]. D’altra parte, però, è anche vero che mentre molti cani vivono come pet in condizioni di dipendenza dal proprietario, il quale controlla l’accesso alle risorse, alla riproduzione e agli incontri sociali, moltissimi altri cani vivono allo stato libero, senza che gli esseri umani pongano delle restrizioni al loro movimento e alle loro attività. Infatti, è stimato che oltre il 70% della popolazione mondiale di cani viva libero [6], più o meno in prossimità degli insediamenti umani, e che quindi possano effettivamente instaurare rapporti sociali con i propri simili senza il controllo dell’uomo. 

Cani e dominanza_7

Gli studi sui cani liberi e la dominanza

Gli studi sui cani liberi sono molto utili per comprendere quale sia stata l’evoluzione del comportamento sociale del cane e come si sia diversificato da quello del lupo con il processo di domesticazione. Inoltre, ci permettono di cercare delle risposte a domande quali: i cani formano gruppi sociali familiari come quelli dei lupi? Si organizzano in gerarchie sociali? Le relazioni tra individui possono essere descritte in termini di sottomissione e dominanza? 

Nei gruppi di animali sociali si può assistere alla creazione di una gerarchia di dominanza quando per ogni coppia di individui si può individuare un dominante ed un sottomesso. La gerarchia si dice lineare se A è dominante su B, B è dominante su C e A è dominante su C. Si parla invece di gerarchia circolare quando A è dominante su B, B è dominante su C e C è dominante su A. Infine, si parla di gerarchia piramidale quando A è dominante sia su B sia su C, ovvero A è l’‘alfa’ che si trova all’apice della gerarchia, mentre tutti gli altri individui sono sottomessi. La posizione all’interno di una relazione gerarchica è spesso inferita dall’osservazione di posture di dominanza e sottomissione. Nei lupi sono state osservate gerarchie sia lineari sia piramidali [2], in cui i genitori sono gli ‘alfa’ e i figli sono sottomessi ai genitori. 

Nei cani liberi, si definisce branco un gruppo stabile di individui che si procacciano il cibo, vivono, si muovono e difendono insieme un determinato territorio. La composizione dei branchi, a differenza di quella dei lupi, può comprendere più coppie riproduttrici promiscue, individui di diverse età ed anche individui non imparentati. 

Cani e dominanza_1

Alcuni studi effettuati su cani vaganti nella periferia di Roma [7,8] hanno riscontrato la presenza di branchi di cani stabili nel tempo, le cui gerarchie di dominanza, come nei lupi, erano legate all’età e al sesso, in cui i cani più anziani erano dominanti sui cani più giovani, ed i maschi sulle femmine. Nei cani, quindi, è possibile osservare una gerarchia lineare: i maschi adulti sono dominanti sulle femmine adulte, le quali dominano sui giovani maschi che, a loro volta, dominano sulle femmine giovani [9].

Anche nei cani, come nei lupi, la posizione gerarchica si manifesta tramite posture ritualizzate, soprattutto di sottomissione, e non includono necessariamente comportamenti aggressivi. Non solo: è la manifestazione di posture di sottomissione che rappresenta meglio la linearità gerarchica, e non quella di dominanza, indicando quindi, da parte degli individui, una formale accettazione di subordinazione che mantiene così l’equilibrio del gruppo in modo non violento [9]. 

Nonostante l’ordine gerarchico tra i membri di un gruppo si riflette nell’ordine di priorità di accesso alle risorse che possono diventare fonte di competizione, come ad esempio il cibo o l’accoppiamento, d’altra parte, l’abbondanza o la scarsità di queste risorse, ed altri fattori, fanno sì che abbiano comunque luogo delle interazioni aggressive, probabilmente dovute alla più o meno forte motivazione che ogni individuo ha nell’ accaparrarsi quella risorsa.

Sia nei lupi sia nei cani, quindi, non si devono confondere i comportamenti aggressivi con i comportamenti di dominanza e non si può interpretare l’aggressività come sinonimo di dominanza. Abbiamo visto, infatti, che è la ritualizzazione delle posture che conferma lo status di un individuo, e non l’aggressività. 

Dominanza e leadership

All’interno di un gruppo sociale ci sono degli individui, definiti leader, che sono soliti prendere decisioni in merito alle attività da intraprendere (ad esempio caccia, difesa, spostamenti), e che vengono spontaneamente seguiti dagli altri membri del gruppo [10].

Nei branchi di lupi il ruolo di leader è ricoperto dai genitori, proprio perché i figli li seguono naturalmente [2], in quanto gli individui più anziani hanno maggiore esperienza e conoscenza del territorio. Nei branchi di cani liberi, invece, possono coesistere più leader, sia maschi sia femmine, tendenzialmente in alto nella scala gerarchica, che ricordiamo è correlata con l’età [7]. Interessante è che i sottomessi trascorrono più tempo con gli individui dominanti rispetto agli altri, e che quindi tra dominanti e subordinati si crea un’intensa relazione di tipo affiliativo.

I cani di casa E LA DOMINANZA

I cani che vivono nelle nostre case conducono la propria vita in un ambiente molto diverso da quello dei cani liberi. Infatti, questi cani sono limitati negli spostamenti, nell’accesso al cibo, nella possibilità di accoppiarsi e in tutto ciò che è sotto il controllo del loro proprietario. È lecito chiedersi quindi se il loro comportamento sia diverso dai cani liberi.

In realtà, anche i cani di casa manifestano posture ritualizzate che possono essere osservate per inferire il loro status formale [11], tuttavia gli studi sulla dominanza effettuati nei cani di casa sono pochi e molto recenti. 

Uno studio del 2016 [12] condotto su 24 individui che frequentavano un asilo per cani ha mostrato che le relazioni diadiche (ovvero tra due individui) che si instauravano erano molto diverse: alcune coppie mostravano una dominanza formale, in cui solo l’individuo subordinato manifestava comportamenti di sottomissione verso l’altro, altre mostravano una relazione egualitaria, senza segnali di dominanza o con segnali di dominanza bidirezionali, mentre la maggior parte non mostrava alcun comportamento di tipo affiliativo. Quindi, sia nei rapporti di dominanza formale sia in quelli egualitari si manifestano comportamenti affiliativi. Non solo, anche i cani dominanti mostravano talvolta comportamenti amichevoli verso i subordinati.

Nonostante l’addomesticamento e la convivenza con l’uomo, quindi, i cani sono capaci interagire con i conspecifici ed instaurare con essi delle relazioni significative.

Come possiamo applicare le conoscenze finora acquisite nella relazione con il nostro cane? Scopriamolo nella parte 2 dell’articolo!

[1] Drews C, 1993. The concept and definition of dominance in animal behaviour. Behaviour 125: 283-313.

[2] Mech LD, 1999. Alpha status, dominance, and division of labor in wolf packs. Canadian Journal of Zoology 77: 1196-1203. https://doi.org/10.1139/z99-099.

[3] Mech D, Boitani L, 2003. Wolves: behavior, ecology, and conservation. The University of Chicago Press.

[4] Freedman AH, Gronau I, Schweizer RM, Ortega-Del Vecchyo D, Han E, et al. 2014. Genome Sequencing Highlights the Dynamic Early History of Dogs. PLOS Genetics 10 (1): e1004016. https://doi.org/10.1371/journal.pgen.1004016

[5] Scott JP & Fuller JL. 1965. Dog behaviour: the genetic basis. The University of Chicago press, Chicago, USA.

[6] Belsare A, Vanak AT. 2020. Modelling the challenges of managing free-ranging dog populations. Scientific Reports 10: 18874. https://doi.org/10.1038/s41598-020-75828-6. 

[7] Bonanni R, Cafazzo S, Valsecchi P, Natoli E. 2010. Effect of affiliative and agonistic relationships on leadership behaviour in free-ranging dogs. Animal Behaviour79: 981-991.

[8] Cafazzo S, Valsecchi P, Bonanni R, Natoli E, 2010. Dominance in relation to age, sex and competitive contexts in a group of free ranging domestic dogs. Behavioral Ecology 21: 443-455.

[9] Cafazzo S. 2008. Dinamiche sociali in un gruppo di cani domestici (Canis lupus familiaris) liberi in ambiente suburbano. Tesi di Dottorato, Università degli Studi di Parma.

[10] Conradt L, Roper TJ. 2005. Consensus decision making in animals. Trends in Ecology and Evolution: 20(8), 0–456. doi:10.1016/j.tree.2005.05.008.

[11] Van der Borg JA, Schilder MB, Vinke CM, de Vries H. 2015. Dominance in Domestic Dogs: A Quantitative Analysis of Its Behavioural Measures. PLoS One. 26;10(8):e0133978. doi: 10.1371/journal.pone.0133978.

[12] Trisko RK, Sandel AA, Smuts B. 2016. Affiliation, dominance and friendship among companion dogs. doi:10.1163/1568539x-00003352. 

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