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“Ci vuole calma e sangue freddo” diceva qualcuno. I cinofili, invece, affermano: “Ci vogliono calma ed autocontrollo”. Andiamo a vedere perchè sono tanto importanti per la vita e l’educazione dei nostri cani.

Per comprendere le ragioni per cui calma ed autocontrollo sono così importanti nella vita dei cani e dei loro proprietari è necessario fare un piccolo passo indietro e spiegare un paio di concetti.

L’arousal

L’arousal [1] è lo stato di attivazione emozionale di un individuo e si muove lungo una scala che va da un livello di scarsa ad uno stato di eccessiva attivazione. Può essere riferito ad una situazione specifica oppure al profilo del soggetto, quindi con quale arousal si pone mediamente nelle situazioni che gli si presentano.  Ne abbiamo parlato anche qui.

Conoscere il livello di arousal di un cane in un determinato momento è utile perché esso ha una forte influenza sulle sue capacità cognitive. Un cane emotivamente eccitato, con un livello di arousal sopra soglia, avrà scarsa o nulla capacità di concentrarsi ed applicarsi ad uno specifico compito. Ad esempio, se quando torniamo a casa il nostro cane inizia a farci delle feste sfrenate, saltarci addosso e abbaiare, avrà probabilmente un arousal alto: in quello specifico momento di eccitazione emozionale, se gli chiediamo di eseguire un comando che conosce molto bene, per esempio sedersi, farà molta fatica. Pensiamo adesso di dovergli insegnare un nuovo comportamento, come ad esempio stare a terra, in un momento di così forte eccitazione, sarebbe possibile? Certo che no!

Questo perché all’aumentare dei livelli di arousal le capacità cognitive diminuiscono proporzionalmente, e aumenta lo stress emotivo. Ciò vale anche per noi umani, pensiamo a quando siamo travolti da una fortissima emozione che non riusciamo a controllare, per esempio l’ansia per un esame, l’immensa felicità per un avvenimento inaspettato oppure l’incontenibile rabbia per una situazione appena vissuta: in questi momenti siamo meno in grado di concentrarci e capire cosa sta realmente succedendo, cosa ci stanno chiedendo e come dovremmo comportarci adeguatamente. Per saperlo fare bene serve allenamento nel controllare quei picchi di emozione che ci travolgono ed è il motivo per cui tendenzialmente un adulto è più abile a controllare le sue fluttuazioni emotive rispetto ad un bambino.

Nei cani, per poter avere delle buone performance sia a livello addestrativo, come apprendere compiti e sequenze di comportamento specifiche e precise, sia educativo, ovvero sapersi comportare in modo adeguato in base al contesto in cui ci si trova, è necessario un livello di attivazione emozionale medio, né troppo alto, né troppo basso. Ma al di là degli aspetti che coinvolgono le nostre esigenze umane, essere in grado di ragionare e valutare quale sia la migliore risposta, o non risposta, ad uno stimolo è uno strumento fondamentale per la crescita dei nostri cani.

la differenza tra “calma e autocontrollo” e “controllo”

La calma è uno stato sia fisico che mentale. Potrebbe, e in alcuni casi dovrebbe, diventare il passepartout per ogni situazione che si presenta nella vita di ogni giorno. Può essere allenata in ogni momento, il cane dovrà utilizzarla come criterio di interazione con gli altri e per avere accesso alle risorse: se sei calmo ottieni cose positive, quando ti agiti non ottieni nulla. Procedendo con coerenza, avremo dei risultati immensi e inaspettati anche in poco tempo. Perchè? I nostri cani amano stare con noi e condividere con noi esperienze, hanno solo bisogno di sapere in che modo. Se saremo bravi a spiegargli che la chiave per fare esperienze positive insieme è la calma, avremo fatto bingo!

L’autocontrollo  [1] è la capacità del cane di mantenere un comportamento contenuto anche se sta subendo una fluttuazione di arousal. Avere un buon autocontrollo permette al cane di non rispondere immediatamente agli stimoli che gli si presentano ed essere quindi più riflessivo permettendosi di elaborare una risposta adeguata alla situazione. Un cane con un buon autocontrollo ha più facilità ad integrarsi bene nella società umana, riducendo la probabilità di conflitto con il proprietario, il quale non dovrà costantemente intervenire sui suoi comportamenti. Pensiamo al nostro cane quando ha un’irrefrenabile voglia di giocare con noi: si prospetta già un’attività divertente della quale noi saremo partecipi e ci porterà il suo gioco preferito convinto che anche noi avremo la sua stessa intenzione. Noi però siamo davanti al pc a mandare le ultime mail della giornata e non possiamo proprio metterci a giocare in quel momento. Un cane senza una sufficiente capacità di controllare e modulare lo stato di attivazione, si troverà con una gioia esplosiva tramutata subito in frustrazione a causa della negazione della richiesta fatta e sarà probabilmente incapace di gestire quel picco emotivo iniziando magari ad abbaiare, saltare addosso, mordicchiare il proprietario, ecc. Al contrario, un cane con buone competenze in fatto di autocontrollo avrà sicuramente più strumenti per adeguare il suo arousal e comprendere che in quello specifico momento il proprietario non può corrispondere la sua voglia di giocare insieme.

Il controllo, a differenza dell’autocontrollo, è un’azione esercitata sull’individuo dall’esterno, atta a modificare il suo comportamento affinché si avvicini il più possibile a quello desiderato. Prendiamo ad esempio il cane che abbiamo menzionato prima, felice del ritorno a casa del proprietario: se gli chiediamo di sedersi, magari lo farà, ma il suo stato di attivazione emozionale non si modifica, in quanto è il proprietario che “ordina” al cane il comportamento da compiere. In poche parole, è un obbligo, non la manifestazione di uno stato di calma interiore. 

Chi insegna al cane la calma e l’autocontrollo?

La prima grande insegnante di calma ed autocontrollo è mamma cane.

Tra i diversi insegnamenti che la mamma impartisce ai cuccioli nei primissimi mesi di vita ci sono anche il concetto di calma, autocontrollo e gestione della frustrazione.

Nella prime settimane di vita dei cuccioli la madre è totalmente a loro disposizione perché sono piccoli, inetti e hanno bisogno di cure costanti. Arrivati alla terza/quarta settimana di vita, però, quando i dentini iniziano ad erompere ed i piccoli si dirigono verso la completa maturazione sensoriale, le cose iniziano a cambiare: i cuccioli diventano grandi e devono iniziare ad acquisire le competenze necessarie alla vita di gruppo.

I cuccioli, abituati ad essere soddisfatti in ogni loro richiesta, sono inizialmente “prepotenti” e non sanno cosa significhi attendere il proprio turno per il pasto, quanta energia mettere nel morso quando giocano con i fratellini, non sanno che quando mamma mangia non va disturbata e non hanno ancora imparato che non sempre se vogliono qualcosa lo otterranno, specialmente se lo chiedono con troppa insistenza.

Per insegnare ai cuccioli gli autocontrolli la mamma può agire in diversi modi: dal ringhio per comunicare uno stop ad interventi più diretti come mettersi in mezzo ai fratellini se il gioco si fa troppo duro o immobilizzare il cucciolo “indisciplinato” per interrompere il suo comportamento. Ricordiamoci che una madre equilibrata e competente sa come e quando intervenire, il suo intervento ha lo scopo di essere educativo e dare ai suoi cuccioli i primi insegnamenti del “bon ton” canino. Come abbiamo scritto anche nell’articolo sulle prime fasi di vita del cucciolo, per questa ed altre ragioni è fondamentale che i cuccioli rimangano con lei e i fratelli fino ai due mesi e non ne vengano separati prima.

Una buona mamma cane fornisce ai suoi cuccioli le prime competenze riguardo questi argomenti, ma una volta che il cucciolo arriverà a casa dei suoi proprietari chi se ne occuperà? Proprio loro: i proprietari. Tra le cose che si possono già insegnare ai cuccioli anche molto piccoli c’è proprio la gestione della calma e dell’autocontrollo, che sarà la base solida sulla quale costruire tutta la relazione futura.

Anche noi umani dobbiamo avere calma ed autocontrollo?

Una domanda trabocchetto, perché la risposta è indubbiamente sì. Il primo modo per insegnare qualcosa è esserne esempi in prima persona. Come possiamo pensare di insegnare ai nostri cani ad essere calmi, controllati e riflessivi se noi per primi siamo agitati, impulsivi e sregolati? Impossibile!

Proprio per questo i primi a doversi allenare a mantenere la giusta calma siamo noi umani, anche quando i cani ci fanno arrabbiare e vorremmo sbraitare, anche quando siamo appena tornati a casa dopo una giornata lavorativa e vorremmo solo fargli mille coccole e strapazzarli tutti. 

Essere testimoni di calma è un grande aiuto per varie ragioni:

  1. Saremo l’esempio di comportamento per i nostri cani;
  2. Avremo più credibilità, perchè un buon referente sa sempre cosa fare e compie azioni con raziocinio;
  3. Lo stato di eccitazione, come le emozioni, è contagioso: per poter calmare un cane agitato è importantissimo essere calmi noi per primi;
  4. Ci fa bene! Nelle nostre vite siamo sempre di corsa, allenarci alla calma e all’autocontrollo è prima di tutto un insegnamento per noi.

Capire come riuscire ad aumentare, nei nostri cani, i principi di calma e di autocontrollo non è sempre semplice , infatti ogni cane è diverso e ogni gruppo familiare in cui sono inseriti ha le sue caratteristiche specifiche. Per questo il suggerimento è di rivolgersi ad un educatore cinofilo che possa guidarvi in questo percorso.

[1] Marchesini, R., 2013. Pedagogia cinofila, introduzione all’approccio cognitivo zooantropologico. Oasi Alberto Perdisa

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